Lavori in corso alla scuola di Patù: gli studenti vanno a Salve con il pulmino “prestato” da Cannole

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Patù – Partirà lunedì 7 ottobre il servizio di trasporto per i ragazzi delle scuole primarie e dell’infanzia di Patù. Sull’argomento c’è stata polemica in avvio di anno scolastico. Dall’Amministrazione comunale fanno, inoltre, sapere che “il servizio di trasporto verrà raddoppiato grazie allo scuolabus concesso in comodato d’uso dal Comune di Cannole”. «È stato per noi un piacere collaborare al fine di risolvere un problema. Siamo sicuri – ha commentato il Sindaco di Cannole, Leandro Rubichi – che a parti inverse vi sareste comportati nello stesso modo».

A  far discutere in paese è stata la decisione di trasferire nella struttura scolastica di Salve gli alunni della scuola primaria e secondaria di Patù per poter operare interventi strutturali a seguito di due finanziamenti ottenuti per l’efficentamento energetico e strutturale dell’edificio scolastico, lavori che si protrarranno per alcuni mesi.

Le polemiche

Questo spostamento non poche polemiche ha generato tra i genitori soprattutto in relazione al trasporto pubblico e alla maggiore distanza da percorrere. Inizialmente si era pensato di spostare i bambini nella più vicina Castrignano del Capo ma essendo Patù compreso nell’ambito dell’Istituto comprensivo di Salve, attualmente diretto dalla nuova dirigente Veronica Laterza, tale ipotesi (logisticamente più comoda) è risultata impraticabile.

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Le soluzioni

Durante alcuni incontri i genitori hanno avuto modo di confrontarsi con gli amministratori per ricercare la soluzione migliore al problema. Per le scuole primarie il trasporto sarà garantito grazie al mezzo concesso in comodato d’uso dal Comune di Cannole. Più complessa la situazione per quanto riguarda le scuole secondarie. «In queste prime settimane i genitori si sono organizzati facendo dei turni. Nei prossimi giorni – fanno sapere dal Comune – è possibile che si disponga di un servizio svolto attraverso l’impegno di genitori volontari con l’uso di veicoli concessi in comodato d’uso per far fronte al disagio dei bambini che non hanno la possibilità di essere accompagnati dai genitori».

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