“L’antica Baubota è Parabita, non Vaste di Poggiardo”: la ricostruzione storica dello studioso Aldo D’Antico

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Aldo D’Antico

Parabita – La questione dell’esistenza di Baubota/Bavota ha una lunga storia, con posizioni di varia articolazione: una storiografia secolare l’ha sempre riportata nelle varie bibliografie mentre qualcuno ha addirittura dubitato della sua esistenza, affermando che non fosse mai esistita “presupponendo” che lo scriba che aveva trascritto l’opera di Tolomeo l’avesse confusa con Basta (Vaste di Poggiardo).

Una teoria abbastanza precaria perché si basava su supposizioni per nulla fondate e dimostrate. Convinto invece della sua esistenza, anche per alcuni segni ancora visibili, ho portato avanti una lunga ricerca utilizzando fonti bibliografiche e carte geografiche. Diversi atti e documenti (relazioni, archivi, libri, carte geografiche), ma soprattutto la cartografia, riportano le indicazioni relative al suo insediamento.

La fondazione di Baubota

Abbiamo ragione di credere che gli abitanti del villaggio preistorico posizionato sulla serra (odierne Tajate), verso l’anno mille a.C., si spostarono a valle, attirati dalla ubertosità del posto cui confluivano due vecchi torrenti e dove probabilmente si potevano avere migliori condizioni di sviluppo per traffici e commerci (avevano già avuto contatti con i Fenici) fondando Baubota.

Successivamente i Greci, confluiti nel Salento già intorno al IX sec. a.C., conquistarono la città, strategicamente importante essendo l’unico centro abitato e difeso dopo lo sbarco sulla costa dell’odierna Gallipoli (diventata Anxa): Baubota diventa Bavota.

La nascita di Parabita

Certamente messapica (si possiede un pezzo di anfora, ritrovato nella zona archeologica della città sul cui fondo vi è l’incisione in messapico della parola “Fallas”), inserita nella via Traiano-Appia, essa segue la sorte di tutti i centri abitati del territorio. Uno storico ipotizza che sotto le sue mura avvenne la battaglia contro i Greci da parte del grande e intrepido Re messapico Arthas.

I Turchi, al comando di Gia Far Ibn O’Beid, dopo la distruzione di Taranto, si avviarono nel basso Salento distruggendo Bavota, presso cui intanto si erano stabiliti diversi gruppi di Monaci Basiliani. Gli scampati all’eccidio si rifugiarono presso cripte da loro abitate fondando, oltre a Tuglie, Matino e Casarano, la nuova città: nasce così Parabita.

La bibliografia

Solo alcune delle indicazioni bibliografiche nelle quali si riporta Baubota/Bavota, l’antica città di Parabita: Deputazione toscana di storia Patria…1891; Memorie della Reale Accademia delle scienze di Torino…1878; Annales de l’Institut de Corrispondence Archeologique Deutsches… 1847; Corografia dell’Italia di G.B. Rampoldi… 1832; Tauole della geografia antica, moderna, …Francois J. Deseine…1690; Atti della Società pontaniana di Napoli… 1812; Descrizione topografica fisica, economica, politica de’ Reali domini…1773; Ville de l’Italia:Enciclopedie methodique…1787; Dictionnaire universel francois ed latin… 1743; El atlas abreviado…di Francisco Giustiniani… 1739. Ed inoltre decine e decine di scrittori italiani.

Aldo D’Antico