L’Annunziata, le origini della festa nello studio di Enzo Pagliara

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Festa patronale - foto Luigi Mighali
Festa patronale – foto Luigi Mighali

TUGLIE. La festa patronale in onore di Maria Ss. Annunziata rappresenta per Tuglie l’evento di punta dell’anno. Tra devozione e tradizione, è un momento di festa che unisce l’intera comunità e la fa convergere nel centro storico, unico palcoscenico di riti che si tramandano da secoli. Per scoprire alcune curiosità sulla festa patronale, e con esse, la storia del culto in onore della Vergine, basta leggere il libro, edito da Barbieri nel 1996, “La Chiesa matrice di Tuglie”, a cura di Enzo Pagliara, studioso di storia locale.

«L’origine della festa popolare – scrive Pagliara – si ritiene databile intorno al 1750, quando furono pressoché completati i lavori di costruzione dell’attuale chiesa e la stessa fu dotata di arredi e statue. È appunto di quell’epoca la statua della Vergine che oggi veneriamo come nostra protettrice. Fu probabilmente l’arciprete Vito De Sanctis a promuovere l’istituzione di una festa in onore dell’Annunziata, visto che finalmente si disponeva di una statua che poteva essere portata in processione».

Da quell’anno, però, i festeggiamenti non si svolsero in forma continuativa. Intorno agli anni 1858-1860, infatti, la festa venne vietata dalle autorità locali per evitare “l’insorgere di disordini antiborbonici” e con essa anche la fiera istituita nella metà del Settecento da Carlo III di Borbone. «Solo nel 1870 – scrive ancora Pagliara – il sindaco Vitantonio Ria istituisce nuovamente la fiera da tenersi nei giorni 24, 25 e 26 di marzo a partire dal 1871 e individua come sito Largo Termiti che poi diviene Largo Fiera». Tra le tradizione che si sono perse definitivamente nel corso degli anni c’è “La cumparsa”, ovvero una bengalata pirotecnica che riproduceva un grande bastimento, lo stesso che presero i tugliesi che emigrarono in America. Grazie alle loro offerte, fatte pervenire al comitato organizzatore, questa tradizione si è svolta con successione per molti anni.

«La fiera di Tuglie – continua lo studioso nel suo libro – su pubblicazioni dell’epoca, viene classificata “di notevole importanza” ed è specializzata per gli attrezzi agricoli e casalinghi, ma particolarmente per i volatili da cortile. Gli animali maggiormente scambiati sono i pulcini. Da qui deriverebbe l’attribuzione del nomignolo “puricini” agli abitanti di Tuglie”. Sono solo ricordi, emozioni che ogni tugliese custodisce gelosamente. Nonostante il passare degli anni e le mutazioni sociali, rimane invariato l’attaccamento del paese alla festa dell’Annunziata, permettendone ancora oggi lo svolgimento dei festeggiamenti. Per conoscere il programma della festa clicca qui.