L’Alberghiero “Aldo Moro”: come ha fatto una Scuola del Sud Salento a diventare punto di riferimento per due Ministeri e per Ambasciatori di mezzo mondo

Un progetto d'Eccellenza pro Made in Italynato sull'asse Santa Cesarea Terme - Prato e Roma

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Santa Cesarea Terme – Un novembre straordinario, tra Samarcanda (Uzbekistan ( e Addis Abeba (Etiopia) passando per Giappone, Cina, Malesia, Armenia e Ungheria a cavallo della Rete Progetto Made in Italy: l’Alberghiero “Aldo Moro” ha contribuito a preparare questi incontri con la cucina italiana di qualità al centro.

Come e perché ci è arrivato lì l’Istituto professionale servizi per l’enogastronomia e lospitalità alberghiera salentino? A rispondere è il dirigente Paolo Aprile, di Calimera, a partire da un incontro nel 2014 con il dirigente dell’Istituto alberghiero Datini di Prato (Toscana) in una riunione di un consorzio didattico del quale entrambi gli Istituti facevano parte.

Il primo asse Santa Cesarea – Prato

Conversando, abbiamo scoperto di avere entrambi avviato dei prototipi di progetti internazionali – ricorda l professore Aprile – intuendo la portata estremamente promettente di quelle iniziative. Prato, forte della imponente presenza cinese sul proprio territorio, aveva condotto una esperienza a Wenzhou, non molto distante da Shanghai, mentre il Moro di Santa Cesarea si era cimentato in una bella iniziativa in Giordania, in particolare nella città di Aqaba, sul Mar Rosso”.

L’affinità e l’intesa fra i due dirigenti ha fatto sì che alla prima occasione il dirigente pratese ha coinvolto il collega salentino in un progetto ministeriale chiamato per l’appunto Made in Italy, candidando vittoriosamente le due scuole, oltre quella di Acqui Terme, a un bando grazie al quale hanno realizzato una trionfale spedizione in Vietnam, svoltasi nel 2016 con un riscontro che ha ulteriormente consolidato la collaborazione. Molto presto si è pensato di avviare la fondazione di una rete di scuole che prendesse le mosse da quell’evento e il nome che molto naturalmente ci si è dato è stato proprio Progetto Made in Italy”.

Il terzo componente del gruppo

La prima scuola alla quale si è proposto di aderire è stato l’Istituto Tor Carbone di Roma, “per le qualità dimostrate dalla sua dirigente Cristina Tonelli, che lo conduce talmente bene da averne fatto un punto di riferimento per l’organizzazione degli eventi del Miur, della Presidenza della Repubblica e di altre prestigiose Istituzioni”.

A questo nucleo principale “si sono unite volta per volta tante altre Scuole Alberghiere accomunate dalla intraprendenza e dalla ricerca dell’eccellenza. “Adesso del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (Miur) siamo parte attiva. L’aver vinto dei bandi specifici conducendo brillantemente in porto le attività – prosegue il dirigente dell’Ipsoa – ha permesso alle tre scuole di mettersi in luce sia separatamente, poi anche come rete. La fiducia del Miur possiamo dire che è stata guadagnata sul campo”.

Il ponte tra i ministeri Miur e Maeci

Poi è arrivata anche la fiducia del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (Maeci), “per aver direttamente interagito con le sedi diplomatico-consolari in molte delle occasioni internazionali che le scuola hanno sperimentato”. “Gli stessi Ambasciatori, Consoli generali, Direttori degli Istituti italiani di cultura hanno piano piano confidato nell’affidabilità e professionalità dei dirigenti scolastici finendo per stabilire un filo diretto con loro che ha permesso di moltiplicare per gli allievi e i docenti del settore Enogastronomia e Ospitalità le occasioni di dar prova del loro valore”.

Il passaparola fra i diplomatici ha fatto il resto fino a giungere nel 2017 alla convocazione alla Farnesina dei tre dirigenti in occasione delle sedute di programmazione della “Settimana della Cucina italiana di qualità nel mondo”, evento che si tiene da quattro anni in tutto il mondo; in particolare nel 2019 agli Istituti della Rete Progetto Made in Italy sono stati affidati eventi in Giappone, Cina, Malesia, Uzbekistan, Etiopia, Ungheria, Armenia. Negli anni precedenti gli Istituti erano stati già coinvolti in Usa, Brasile, Martinica, Canada ed in tutta Europa.

La Rete Made in Italy cambia passo

La più grande soddisfazione, oltre quella di essere divenuti affidabili e instancabili alfieri del Made in Italy nel mondo – rileva Aprile – è quella di aver catalizzato la collaborazione più intensa e fruttuosa fra due Ministeri che prima avevano una maggiore difficoltà a dialogare, a volte quasi con diffidenza. Ora entrambi sono consapevoli della forza dirompente che da questa sinergia appena inaugurata si può liberare a favore della migliore promozione del Made in Italy e del contrasto ai temibili fenomeni di contraffazione dei prodotti italiani, gli Italian sounding. Su tutto questo e su molto altro, noi siamo in prima line”.

Il rapporto di fiducia e collaborazione è giunto ad un punto tale che “gli Ambasciatori in persona ci chiamano per chiedere la disponibilità di nostri allievi come personale qualificatissimo di Cucina, Sala o Ricevimento. È un po’ quanto è accaduto l’estate scorsa al neodiplomato di Santa Cesarea, Davide Seclì, selezionato con un colloquio in videochiamata Whatsapp dall’Ambasciatore d’Italia in Oman, Sua Eccellenza  Federica Favi e dal 4 settembre suo cuoco personale! Incredibile, ma verissimo”.

Da Ottavia Madaro a Paolo Aprile

Ma com’è sorta questa vocazione internazionale dell’”Aldo Moro”? “La vocazione internazionale di Santa Cesarea Terme è antica e rimonta alla precedente Dirigente, la bravissima dott.ssa Ottavia Madaro – risponde il dirigente salentino – . Lei ha ricoperto per anni la carica di Rappresentante nazionale degli Istituti alberghieri italiani in seno all’Associazione europea degli Istituti alberghieri”. Oggi quella carica è coperta dal suo successore, Paolo Aprile. “Un segno di continuità ed anche di prestigio del quale questa scuola dell’estremo lembo Sud Est d’Italia gode presso le Istituzioni omologhe, se si pensa che a quella carica si accede per elezione da parte dei membri dell’Associazione italiana degli Istituti alberghieri. Inoltre, sempre la dirigente Madaro aveva avviato una collaborazione con la Cina e in particolare con la città di Yangzhou”.

Il dirigente Aprile ha preso il comando di quella nave, che aveva già solcato mari lontani, offrendo una valida via alternativa per le Settimane internazionali (la cui gestione passava prima esclusivamente dagli chef stellati), consolidarne la struttura e condurla in mari ancor più promettenti, fedele ai suoi due motti preferiti: “La vita, amico, è l’arte dell’incontro” (Vinicius de Moraes) e “The best is yet to come” (Il meglio deve ancora venire).

Nelle foto dal basso, Davide Seclì e l’Ambasciatrice Federica Favi; in alto l’incontro a Vancouver (Canada)