L’addio di Galatone a “Mesciu Totu”, l’artigiano più anziano d’Italia

1682
Totu terragnu - Cavaliere Salvatore Terragno
foto di Michele Mariano

GALATONE – Aveva compiuto 95 anni lo scorso 11 luglio e in quell’occasione i maggiori quotidiani locali avevano riservato ampi servizi a Salvatore Terragno, da tutti e da sempre conosciuto come “Mesciu Totu”.  L’artigiano in attività più anziano d’Italia è scomparso la vigilia di Natale a Galatone. Il sindaco Livio Nisi ha subito partecipato alla scomparsa:  “Quando si deve salutare un uomo come Totò Terragno il rischio è sempre quello di perdere di vista il dato più intimo e personale, tanto è forte il rilievo della sua figura popolare. E’ stato considerato l’artigiano più anziano d’Italia, era un uomo creativo e instancabile lavoratore, a lui va il saluto di tutta la cittadinanza e dell’Amministrazione comunale”.

La notizia ha suscitato una affettuosa commozione in paese. A Salvatore Terragno, figura molto nota anche nel resto del Salento, viene attribuito la paternità delle prime macchine automatiche per la lavorazione della pietra leccese e pietre simili. Da prigioniero di guerra – era in Eritrea come arruolato nella Regia Marina – e dopo anni di lavoro forzato come maestro tornitore in India sotto il comando inglese, era tornato a Galatone negli anni ‘50, dove aveva aperto la sua officina proprio alle spalle del Santuario del Crocefisso. Da allora una attività instancabile e, fino alla fine, piena di progetti; da poco aveva festeggiato infatti 80 anni di attività artigianale. Ma “Mesciu Totu” era anche il promotre di se stesso, presso fiere e imprenditori potenzialmente interessati: dopo le ore in officina, se ne andava in giro a trovare clienti. Tra i riconoscimenti attribuitigli c’è anche quello di Cavaliere del lavoro ed una laurea honoris causa, a lui che aveva studiato fino alla quinta elementare.