La Xylella risale la Puglia: riunione urgente a Bari di Comuni, Province, associazioni olivicole di Brindisi e Taranto

Altri 75 ulivi malati nella fascia di contenimento; minacciati i Monumentali di Fasano

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Gallipoli – Convocata per mercoledì 12 dicembre alle ore 11,30 nell’aula del Consiglio regionale a Bari la riunione delle Commissioni congiunte I e IV per l’audizione dei Sindaci, presidenti dell’area metropolitana di Bari e delle provincie di Brindisi e Taranto, dell’Anci (associazione dei Comuni italiani), dell’Upi (Unione province italiane) e delle organizzazioni di categoria degli olivicoltori, sull’emergenza Xylella nel territorio della Piana degli ulivi monumentali. (nella foto il Consiglio regionale riunito sul problema Xylella alcuni mesi fa)

I primi risultati dei monitoraggi, ripresi a fine ottobre dopo un fermo risalente a fine maggio scorso (ultimo report dell’Osservatorio fitosanitario della Regione è datato 21 maggio), fanno suonare un altro allarme, subito recepito dai consiglieri regionali brindisini Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, presidenti delle commissioni consiliari Programmazione e Agricoltura. Dai controlli sul campo nell’area di contenimento dell’infezione sono stati individuati 75 alberi malati: un ulivo a Torre Canne di Fasano, 33 a Ostuni, 39 a Carovigno, due a Ceglie Messapica.

Preoccupazioni e minacce ai monumentali Questi risultati alzano ancora di più il livello delle preoccupazioni nella Puglia centrale e della concreta minaccia sugli ulivi monumentali del Fasanese. “Dopo le ultime attività di monitoraggio – hanno dichiarato Amati e Pensassuglia – abbiamo ritenuto opportuno ascoltare i sindaci, i presidenti di provincia e le organizzazioni di categoria, al fine di assumere punti di vista e suggerimenti nella lotta alla Xylella fastidiosa”. Peraltro il rinvenimento dell’ulivo sotto attacco a Torre Canne fa segnare un altro passo in avanti della zona di contenimento pari a circa otto chilometri più a nord (il limite in precedenza era fermo a Cisternino).

Non è una buona notizia né per il settore che conta in tutta la Puglia un numero di piante tale da farne la prima regione italiana per produzione di olio d’oliva, né per il governo e per la commissione dell’Ue. Il primo sta cercando di evitare il più possibile l’infrazione alle norme europee, procedimento aperto un paio di anni fa ai danni dell’Italia per i ritardi e la mancanza di tempestività nei provvedimenti successivi ai controlli risultati positivi dei monitoraggi. La commissione Ue può trovare un altro elemento su cui poggiare le ormai prevedibili e temute sanzioni pecuniarie per la mancata e immediata rimozione delle piante attaccate. Anche se c’è da dire che nessun caso si è riscontrato nella zona cuscinetto, quella più a nord di tutte.

Ma non c’è solo l’olivicoltura ad essere sotto scacco dall’ormai lontano ottobre 2013, quando il batterio da quarantena fu individuato nelle campagne tra Gallipoli e Taviano-Racale. L’apprensione dal nord della Puglia  si sta spostando anche in Basilicata, fascia jonica, dove la coltivazione dell’albicocco – altra specie vegetale privilegiato dalla Xylella fastidiosa – ha assunto ormai un giro economico interessante e che adesso corre il pericolo del blocco della movimentazione (come per le barbatelle di Otranto).