La Xylella ad un passo dalla zona cuscinetto: due ulivi infetti da espiantare con urgenza

605

Gallipoli – La Xylella avanza trasportata dagli insetti vettori ed ora è arrivata al limite della zona cuscinetto, che coincide con l’agro di Monopoli.  Due ulivi sono risultati infetti da Xylella in località Lamalunga in agro di Fasano, ad appena 350 metri dal confine dell’agro di Monopoli.

La situazione è monitorata dall’Arif (agenzia regionale irrigazione e forestazione) che dovrà procedere con urgenza agli espianti previsti nell’area cuscinetto che si trova tra la zona infetta e la zona indenne. Anche Coldiretti chiede “interventi risoluti per evitare che l’infezione, che ha raggiunto pericolosamente il limite della zona cuscinetto, prosegua la sua avanzata senza ostacoli”.

I danni dai ritardi

“Gli agricoltori vivono un periodo di forte criticità tra l’avanzata della Xylella e le crisi di mercato causate dall’emergenza Coronavirus. La numerosità delle infezioni riscontrate a Fasano, Ostuni, come già avvenuto a Carovigno – afferma il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia – disegnano uno scenario oscuro già visto a Oria e Francavilla, dove per non abbattere 47 ulivi malati, con espianti bloccati dai ricorsi al Tar (Tribunale amministrativo regionale) sono morti  3.100 alberi, consentendo al vettore di continuare ad infettare migliaia di esemplari anche monumentali”.

Dopo aver rilevato che “continua a mancare una strategia condivisa e univoca tra enti regionali, nazionali e comunitari per fermare la malattia”, Coldiretti Puglia richiama quanto sostenuto dalla stessa Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che “ha lanciato l’allarme sulla diffusione della Xylella che minaccia la maggior parte del territorio Ue dove tra l’altro sono stati individuati altri casi di malattia, dalla Francia alla Spagna, dalla Germania al Portogallo con il contagio che avanza inarrestabile verso nord”.

L’Ue e le frontiere senza controlli

“Sotto accusa però ci sono anche le responsabilità comunitarie a partire – sottolinea la Coldiretti – dal sistema di controllo dell’Unione Europea con frontiere colabrodo che hanno lasciato passare materiale vegetale infetto poiché il batterio che sta distruggendo gli ulivi pugliesi è stato introdotto nel Salento dal Costa Rica attraverso le rotte commerciali di Rotterdam”.