La Via Francigena da Canterbury arriva a Otranto e Leuca. Risolti i dubbi. Per lo spirito e il turismo lento

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Santa Maria di Leuca – Un applauso nella sala 1 del padiglione 153 della Fiera del levante ha sigillato, con un accordo unanime, la nascita della Via Francigena del Sud da Roma a Otranto e Leuca, dopo alcuni anni di ricerche, contese, frizioni su quelli che furono realmente i porti d’imbarco verso Gerusalemme, oggi luoghi per lo spirito e per il turismo lento.

La data del 18 ottobre è adesso tra quelle da ricordare, con i 150 rappresentanti dell’Associazione europea delle Vie francigene ad abbracciarsi sorridenti per il risultato raggiunto. Inglesi, francesi, svizzeri ed italiani si sono sentiti – a ragione – i padri del completamento della Via Francigena che si avvia a collegare Canterbury, in Inghilterra, a Leuca, attraverso un percorso ricostruito storicamente di 3.200 km.

Il tratto meridionale conta circa 900 km di storia, tradizione e territorio che ora guarda all’estensione della certificazione della Via Francigena nel Sud ad Itinerario culturale del Consiglio d’Europa, il sigillo finale. Visto gli unanimi esiti di Bari, non dovrebbero esserci più problemi di sorta.

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Il Sud insieme al resto dell’Europa

Soddisfatto l’assessore regionale all’Industria turistica, Loredana Capone e di Aldo Patruno, direttore del Dipartimento Turismo, Economia della cultura e Tutela del territorio della Regione Puglia. “E’ davvero un momento storico che fa sentire il Mezzogiorno ricongiunto al resto del Paese e al resto d’Europa. Questo lavoro ci ha permesso di lavorare insieme, di metterci in cammino, comprendendo la strategicità di un progetto. Il percorso francigeno è punto di ripartenza di un’idea di Mezzogiorno diverso che vuole stare insieme al resto d’Europa”.

Loredana Capone

Una scelta non facile  “All’inizio ci siamo trovati davanti ad un numero sconfinato di strade – ha evidenziato Angelofabio Attolico, responsabile tecnico della Via Francigena nel Sud per conto dell’Associazione –  è stato quindi preso come riferimento l’Itinerarium Burdigalense (333 d.c.). Insieme alle regioni, alle associazioni impegnate nella messa in sicurezza e messa a punto della segnaletica, è stato realizzato questo percorso. ‘E’ fondamentale – ha concluso il tecnico – che i cittadini siano responsabilizzati e intervengano nella manutenzione del percorso”.

Progetti comuni: un Sud Italia poco credibile 

Gli ostacoli esaminati e superati non sono stati pochi. La tesi su cui si è cominciaro a lavorare oltre dieci anni fa per dare la giusta procecuzione della Francigena da Canterbury a Roma sembrava convergere in un primo tempo verso la Via Appia e quindi Brindisi. La base storica fornita era quella risalente all’anno Mille e del viaggio compiuto da Sigerico da Canterbury, di ritorno da Gerusalemme.

E’ stato esaminato il più antico dei racconti rinvenuti sugli itinerari cristiani, scritto nel 333 dopo Cristo da un anonimo pellegrino partito da Bordeaux (Francia), approdato sulla via del ritorno ad Otranto per poi risalire l’Italia attraverso l’Appia Traiana.

Poi è emerso qualche scetticismo circa la capacità delle Regioni del Sud Italia di riuscire ad elaborare un progetto coordinato ed efficace. Diffidenza superata davanti agli studi di fattibilità prodotti da puglia, Molise, Basilicata (Matera è nell’itinerario), Campania e Lazio.

I compiti delle Regioni

“Ad Ivrea l’Assemblea (precedente a quella di Bari, ndr) aveva espresso un indirizzo politico ben preciso, e cioè lavorare su un’unica direttrice. Abbiamo visto la grande consapevolezza, determinazione e l’entusiasmo delle Regioni del Sud. Oggi viene presentato questo percorso con alcune raccomandazioni – ha ricordato il direttore dell’Associazione, Luca Bruschi -. Ci diamo sei mesi di tempo per perfezionare la messa in sicurezza e segnaletica. Chiediamo che il tema della Via Francigena venga inserito nelle linee programmatiche e strategiche delle Regioni e da qui ad un anno poniamo anche l’obiettivo di una guida dedicata alla Via Francigena del Sud”.

Alcune raccomandazioni ”E’ un momento quasi storico, la Via Francigena ha cambiato “pelle” – ha affermato Massimo Tedeschi, presidente Aevf  nel suo intervento a Bari – quella che era la Via di Sigerico da Canterbury a Roma oggi è la Via per Roma, Santiago (un Cammino è allo studio tra Santiago di Compostela e Leuca, ndr) e Gerusalemme. Guardiamo in varie direzioni dove la Puglia assume ruolo baricentrico. Così pensiamo di rendere più attrattiva e importante la Via Francigena: ci sarà più gente a fruire del cammino in un quadro più europeo”.

Il debutto della Via Francigena europea

La prossima assemblea Come annunciato dal Sindaco di Canterbury, Robert Thomas, la prossima assemblea dell’Asspociazione europea vie francigene si riunirà proprio nella cittadina medievale del Kent, km zero della Francigena, il 14 e il 15 maggio. E così mentre l’Inghilterra si separa in qualche misura dall’Europa, sul terreno spirituale e dei viaggiatori le distanze si fanno ancora più corte.

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