La sclerosi fa molta paura ma con l'”erba” si può curare

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Lucia Spiri

Racale. «Mi curo con la cannabis e sto meglio. Vorrei che tutti quelli che, come me, hanno bisogno di questa cura, potessero accedervi senza problemi». A parlare è Lucia Spiri , responsabile del primo “Cannabis social club” d’Italia, operativo a Racale dal 29 gennaio. Nato su iniziativa dell’associazione “LapianTiamo”, di cui Lucia è presidente, il centro promuoverà la coltivazione della canapa indiana da parte di chi ne ha strettamente bisogno per ragioni terapeutiche e non trova medici disposti a prescrivere il farmaco.

Lucia Spiri ha 31 anni ed è affetta da sclerosi multipla. Grazie all’uso terapeutico della canapa indiana, come lei stessa testimonia, è riuscita ad alleviare le sofferenze della malattia. La sua è una battaglia per aiutare chi si trova nelle sue stesse condizioni e non riesce a farsi prescrivere il farmaco. Nonostante in Puglia viga una delibera (la 308 del 2010) che autorizza l’erogazione del farmaco, infatti, non tutti i medici sono disposti a prescrivere la terapia ai loro pazienti. «I medici non sono abbastanza informati – spiega Lucia – oppure semplicemente preferiscono affidarsi ad altre cure che, alla fine, non si rivelano efficaci».

Il farmaco alla canapa indiana si assume in diversi modi: «Io preparo il burro, i frappé, le tisane, i biscotti – racconta Lucia – e, quindi, assumo la cannabis anche attraverso gli alimenti. Inoltre il farmaco si assume per inalazione, con il vaporizzatore».

Pieno appoggio all’iniziativa del «Cannabis social club» è arrivato dall’onorevole radicale Rita Bernardini, che è stata nominata presidente onorario dell’associazione. Riveste il ruolo di segretario, invece, il foggiano Andrea Trisciuoglio. Anche lui affetto da sclerosi multipla, insieme a Lucia conduce la lotta per permettere ai malati l’accesso alla canapa indiana. «Da quando assumo il farmaco – racconta – cammino con l’aiuto delle stampelle. Prima ero sulla sedia a rotelle. Il centro di Racale nasce perché vogliamo evitare che al calvario della malattia si aggiunga il dramma del dover rivolgersi alle organizzazioni criminali per reperire la cannabis».

Testimone, seppur non sul suo corpo, degli effetti benefici della cannabis è anche il fidanzato di Lucia Spiri, William Verardi: è lui che ha seguito l’evolversi della malattia della sua ragazza sin dai primi sintomi, ed oggi è un fervente sostenitore dell’associazione «LapianTiamo», nella quale ricopre la carica di tesoriere. «Il vero sollievo per Lucia – racconta – è arrivato quando ha iniziato ad assumere il farmaco alla canapa. È grazie ad esso se oggi Lucia, con le dovute accortezze, riesce anche a camminare».

Pierangelo Tempesta