La sarpa “d’acustu cce gustu, cce gustu”

1876

Ondine al lido Fontanelle di Gallipoli nel 1956

L’estate quest’anno si è fatta annunciare con prepotenza  a fine aprile con giornate assolate sui trenta gradi,  e già le previsioni di una stagione lunghissima e torrida hanno cominciato a circolare. Poi qualche pioggia, la temperatura un pochino più fresca e  qualche raffreddore hanno ridimensionato il tutto. Sarà  un’estate come le altre, niente di nuovo sotto il sole salentino. Tanto vale, allora, dare una sbirciatina a quello che dicono i detti popolari dei mesi estivi. E come al solito si tratta di “verità” non sempre vere, un po’ contraddittorie, a volte equivoche e ambivalenti, però ci sono e finora sono passate di bocca in bocca e  da un’estate all’altra.

Primo: pensare alla salute e non scoprirsi precocemente ai primi caldi. Ma, ormai a luglio,  bando alle precauzioni e alla cautela: “Maggiu, vaì adaggiu; giugnu, nu tte fidare; luju, fa’ quel che ti pare”.  Se a maggio e a giugno non bisogna lasciarsi ingannare da temporanee esplosioni estive, a luglio, tranquilli, è già mare, ci si può tuffare nell’estate senza precauzioni per la salute. D’altronde “Luju, cautu ca te squaia, canta lu grillu, canta la quaja, ogne erba ddiventa pajia”.  Per quanto riguarda il lavoro dei contadini “Luju trebbiatore, cu la crazzia de lu Signore”, per il resto non c’è molto da fare “A ggiugnu, luju e acustu, nu ssu’ bbone né fimmine, né mmustu”. 

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Ad agosto il riferimento più frequente è all’acqua (che non c’è): “Acqua d’acustu, nnacqua lu mustu”;  “Acqua d’acustu, oju, mele e mmustu”.  Ma dopo agosto non c’è bisogno di comprare i recipienti per l’acqua “Dopu acustu, nu’ sse ccattene utri” perché la pioggia arriverà e allora sarà il segnale che l’estate sta finendo “Prima acqua de acustu, principiu de jernu”. Intanto è il mese  per pensare alla vigna:“Ci ole mustu, sarchia la vigna a acustu”, “Se oi mutu mustu, zzappa la vigna a acustu” e di provvedersi per l’inverno: “Se a acustu nu tt’ai cautelatu, stai male cunzijatu”.  Quindi niente pause in agosto, nonostante il caldo che toglie il respiro e la voglia di prendersi qualche giorno di vacanza. Questa parola era esclusa dal vocabolario del mondo contadino perché le temporanee pause erano occupate dai preparativi dei lavori successivi.

Estate significa anche trionfo della cucina mediterranea, quella che ora va di moda e viene esaltata ovunque per gli ingredienti che la rendono sana e salutare. Melanzane, peperoni, verdure, olio d’oliva e prima di tutto la regina frisella che  ormai è conosciuta ed esportata dappertutto.  Ma chiaramente    non solo friselle e verdure perché, soprattutto nei posti di mare, il pesce ha il suo posto d’onore.  Anche in questo campo la cultura popolare fa dei distinguo come nel caso della sarpa: “La sarpa, d’ogne ttiempu se pappa, però d’acustu, cce gustu, cce gustu”.

E intanto “La vita passa, comu nula a acustu”, veloce, appunto, come nuvola d’agosto. Aspettando settembre. Sarà un “Settembre, sette acque” o un “Settembre ssuttu, matura ogne fruttu” ? Mah, comunque, andiamo.

Foto da www.carusa.it

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