“La ripartenza riguardi anche gli ambulanti del settore agro-alimentare”: le proposte a Casarano

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Casarano – «La “ripartenza” riguardi anche gli ambulanti del settore alimentare»: la richiesta giunge a Casarano da parte dei consiglieri comunali di opposizione Umberto Totaro (“Orgoglio Casarano”) e Massimo Leggio (Movimento 5 stelle).

Quest’ultimo sollecita anche la convocazione di un Consiglio comunale monotematico per “concordare attività e regole per far riaprire, nel nostro territorio comunale, tutto ciò che può trovare il giusto compromesso tra sicurezza, salute ed economia”. La nota del consigliere pentastellato giunge in risposta alla lettera inviata il 30 aprile dal sindaco Gianni Stefàno al premier Conte, al presidente della Regione Emiliano ed al Prefetto di Lecce nella quale si chiedevano vari interventi di carattere “urgente” per rimettere in moto l’economia, in particolare quella cittadina. «Molte di queste proposte economiche sono in discussione e lavorazione come anticipato anche dal Presidente del Consiglio Conte», afferma Leggio, che poi chiede al Sindaco di autorizzare la ripresa dell’attività per gli ambulanti del settore agro-alimentare.

“Spazio anche agli ambulanti del settore agro-alimentare”

Casarano, il mercato settimanale

«Dopo l’apertura del mercato settimanale, riservato solo alle categorie alimentari – afferma, da parte sua, il consigliere Totaro – dove sono certo che verranno intensificati i controlli e il rispetto delle norme dopo gli ultimi incresciosi episodi, è giunto il momento di dare la possibilità di riapertura anche agli operatori ambulanti del settore agro-alimentare, regolarmente esercenti nel nostro territorio urbano».

Il consigliere di “Orgoglio Casarano” ha protocollato al Sindaco una richiesta per consentire  la ripresa anche per tali categorie, “sempre nel massimo rispetto delle normative nazionali sanitarie in materia di anti contagio”. «Non parliamo di un numero elevato di operatori – conclude Totaro – sono realtà commerciali che potrebbero lavorare, come hanno sempre fatto, in spazi comunali molto ampi, nel massimo rispetto delle distanze di sicurezza. Tutti devono essere messi nelle condizioni di lavorare, tutti lo devono fare nel rispetto della legge. Nessuno deve rimanere indietro!».