La puzza dei rifiuti

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Rifiuti a Torre Suda

Racale. L’attuale sistema che di fatto regola il pianeta-rifiuti è emblematico di quanto un servizio pubblico possa diventare uno sporco affare per pochissimi (quasi un monopolio che fa il bello e il cattivo tempo) e un pesante costo per tutti gli altri.

Forse non servono pur precise e puntuali inchieste tv come quelle di “Report” (RaiTre) per capire la portata enorme del comparto, che lambisce ambiente, vivibilità ed economia (tanta: una montagna di soldi). E là dove ci sono tanti denari ecco farsi largo, con le buone o con le cattive, personaggi oscuri, aziende nate dal nulla, sistemi equivoci, metodi brutali e via discorrendo. Le cronache ne sono piene e riportano anche alcuni flop delle  misure di contenimento delle infiltrazioni criminali nel succoso settore. In un appalto prima assegnato, poi revocato proprio per pericoli che provenivano da Taurisano, quindi riassegnato, è rimasto invischiato il Comune di Casarano, insieme ad una pletora di ditte (nomi diversi, spesso un’unica identità) e persino un magistrato del Tribunale amministrativo di Lecce.

L’ultima inchiesta in ordine di tempo sembra avere come epicentro Racale e non solo perché interessa anche le gare di appalto indette dal Comune nel 2006 e nel 2007, ma perché racalino è un tecnico che era – sembrerebbe dalle indagini – consulente dell’Ato 3 (Ambito territoriale ottimale) e allo stesso tempo “confidente” delle imprese che concorrevano per la conquista dell’appalto. In più, il tecnico e uno studio a lui collegato erano gli esaminatori delle varie offerte  e talvolta – si ipotizza nelle indagini – dimenticavano di verificare se la ditta vincitrice aveva tutti i requisiti previsti per aggiudicarsi il servizio.

Corruzione, abuso d’ufficio e falso sono le ipotesi di reato ed in sei rischiano il processo: oltre al tecnico di Racale, sono coinvolti i rappresentanti di ditte di Melissano, Taurisano, Racale, Nardò e Porto Cesareo. Erano loro a ricompensare il tecnico dalla doppia ma illegale fatica, per le gare milionarie di Racale (oltre 4 milioni l’anno), Taviano (quasi 5 milioni), Unione dei Comuni di Terra di Leuca (Salve ed altri sette centri: 12 milioni e mezzo).