“La parrocchia non ha debiti, anzi…”: a Cutrofiano resta il mistero sul rifiuto di don Mirko

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Don Enzo Giannachi

Cutrofiano – «La parrocchia S. Maria della Neve non ha alcun debito». Il Consiglio parrocchiale e il Consiglio degli Affari economici della parrocchia di Cutrofiano intervengono con una nota ufficiale per smentire le voci, “amplificate dalla stampa”, dell’esistenza di un “corposo debito” alla base della decisione di don Mirko Lagna di non accettare l’incarico quale sostituto dell’uscente (per limiti di età) don Enzo Giannachi.

La scorsa estate era stato l’arcivescovo di Otranto, mons. Donato Negro, ad indicare il 45enne sacerdote di Galatina (già nelle chiese cittadine della “Madonna delle Grazie” e di “San Giuseppe Patriarca”) quale nuovo parroco alla Matrice, salvo dover incassare una risposta negativa che qualcuno ha attribuito all’esistenza di un debito nella nuova parrocchia. Così dalla diocesi è dovuta partire una rettifica con il congelamento di ogni decisione (“prima di accettare l’incarico, don Mirko ha deciso di vivere un periodo di preghiera e di discernimento personale”) e la conferma, in regime di prorogatio, del 78enne don Enzo.

“La parrocchia non ha debiti”

Cutrofiano, la chiesa Matrice

Non solo la parrocchia non ha debiti, “ma negli ultimi mesi è stata in grado di sostenere i costi per la sistemazione del campetto dell’Oratorio e per l’inizio della manutenzione straordinaria dell’edificio delle Opere Antoniane. Sempre senza contrarre debito alcuno”, come si legge nella nota diffusa dalla parrocchia per fare “chiarezza” su di una vicenda “che, facendo credere quello che non è, ha creato stupore e sconcerto e poi rabbia nei confronti del cattivo servizio reso nella comunità parrocchiale e cittadina e ha leso gravemente la figura dell’attuale parroco, don Enzo, al quale va ribadita la massima stima e fiducia da parte degli scriventi Consigli e dell’intera comunità”.

Don Mirko Lagna

In sostanza sarebbero state amplificate “voci del tutto prove di fondamento”. Escluso il “debito” mai esistito, resta, dunque, il mistero sul “discernimento personale” invocato da don Mirko, E su questo le bocche dei diretti interessati restano cucite.