La furia del mare travolge Leuca. Ingenti i danni anche alle barche; polemiche sui lidi distrutti

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Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – Lidi distrutti, barche affondate, muretti divelti e alberi sradicati: Leuca non ricordava simili scenari almeno dal 2008. La marina è stata stravolta dall’onda d’urto dell’eccezionale perturbazione che ha mezzo in ginocchio varie località del Salento. Il clou lo si è avuto nella notte scorsa, con il mare che è gonfiato raggiungendo e superando il lungomare, lambendo le abitazioni e travolgendo quanto ha trovato davanti a sé.

Passata la bufera, ora si fa la conta dei danni mentre si cerca di intervenire per la messa in sicurezza delle situazioni più difficili. La furia del mare ha completamente spazzato via tre lidi balneari (Relax, Albachiara e Blanc) e altri sono stati seriamente danneggiati. Demolita anche parte del muretto che delimita la rotonda antistante la Torre dell’Omomorto, sul lungomare.

Nel porto turistico barche affondate 

Più complessa la situazione nel Porto turistico dove, questa notte, la forte mareggiata ha rotto gli ormeggi di una decina di barche sottratte agli scafisti durante gli sbarchi spontanei, poste sotto sequestro e ormeggiate al terzo braccio. A nulla sono servite le operazioni di messa in sicurezza, effettuate nella giornata di ieri, da parte della Capitaneria di Porto di Gallipoli.
«Stamattina le barche erano staccate completamente dal molo e navigavano alla rinfusa nel porto. Alcune sono affondate, altre sono state spinte verso i moli interni per poi arenarsi sugli scogli. Altre ancora hanno urtato contro imbarcazioni private senza provocare eccessivi danni», afferma Valentino Pizzolante, operatore nel settore escursionistico. In più è affondata la “Nena”, una barca lunga 13 metri di proprietà di una coppia del posto destinata ad escursioni turistica e denominata. Danni minori per molte barche, come la Kiss, veliero in dotazione al Nautico dell’IISS Don Tonino Bello di Tricase.
Qui il video del nubifragio a Marina di Felloniche.

Lidi travolti e polemiche

A Felloniche, altra marina di Castrignano del Capo, il paesaggio si presenta spettrale con la spiaggia spazzata via dalla mareggiata che ha abbattuto parte del muretto che delimita il lungomare invadendo completamente la strada. Fortunatamente, nonostante gli ingenti danni causati dal nubifragio, non si sono registrati danni a persone a persone.
«Oltre al danno la beffa», commenta Rizieri Siciliano (nella foto), presidente di Assocom (Associazione commercianti) con riferimento a quanti, in queste ore, esultano per la furia del mare che ha “spazzato via la ferraglia di Leuca”, ovvero le strutture alla base dei lidi poste sulla scogliera. «In queste ore Leuca è messa in ginocchio dalla mareggiata e dal vento. Molte strutture sono danneggiate o interamente distrutte. Alcune famiglie hanno visto andare in fumo il lavoro di un’intera stagione. Ritengo inopportuni e offensivi – afferma Siciliano – i commenti che viaggiano sui social in un momento, come questo, in cui sarebbe opportuno e necessario unire le forze per ricostruire».

La richiesta dello “stato di calamità naturale”

 
L’Amministrazione comunale, intanto, sta già pensando a come poter ottenere in riconoscimento dello stato di calamità naturale. In tale direzione gli interventi dei  consiglieri regionali Rocco Palese (Forza Italia) e Antonio Trevisi (5 Stelle) che prendono ad esempio proprio la devastazione operata dal maltempo a Leuca per chiedere al Governo regionale di intervenire. «Stiamo predisponendo la delibera di Giunta con la quale chiederemo il riconoscimento e attivazione dello stato di calamità naturale per il tramite della Provincia», fa sapere il sindaco di Castrignano del Capo Santo Papa. In queste ore, infatti, Stefano Minerva, Presidente della Provincia di Lecce, ha inoltrato i Sindaci delle comunità duramente colpite dal nubifragio una richiesta di quantificazione dei danni subiti dal patrimonio pubblico. Come successe a seguito del tornado del novembre 2018.
I Comuni coinvolti dovranno, a breve, fornire sia alla Provincia che alla Protezione civile regionale, una relazione completa dei danni subiti sia per le opere pubbliche che per quelle private, comunicando tutti gli interventi svolti e quelli programmati per i prossimi giorni. Il compito della Provincia sarà quello di essere “cerniera istituzionale” fra Amministrazioni e istituzioni superiori.
La procedura prevede che le delibere di Giunta dei Comuni interessati verranno inoltrate alla Regione Puglia che, a sua volta, inoltrerà la richiesta al Governo chiedendo di riconoscere alle zone colpite, lo stato di calamità naturale. In caso di esito positivo, verrà predisposto un manifesto contenente le linee guida comuni con l’indicazione dei modi e dei tempi per l’eventuale richiesta di risarcimento danni da parte dei privati.
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