La foca monaca torna in Salento: un progetto per monitorarla nel parco di Portoselvaggio (Nardò)

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Nardò – È stata accolta con sorpresa ed entusiasmo, nelle scorse ore, la notizia dell’avvistamento di una foca monaca nelle acque dell’Area marina protetta di Porto Cesareo.

Una specie, quella del mammifero avvistato, su cui c’è grande attenzione da parte delle istituzioni locali: non a caso, a fine novembre, l’Amministrazione comunale di Nardò ha presentato un progetto per il monitoraggio della foca monaca mediterranea nel territorio del Parco naturale regionale di Portoselvaggio – Palude del Capitano.

Si chiede anche l’istituzione dell’Oasi Blu

Inserito nel Por Puglia 2014-2020, il progetto consentirà di approfondire gli studi su questo mammifero, classificato come specie rara e “in pericolo” (se ne contano oggi circa 700 esemplari in tutto il mondo) e incluso nelle principali convenzioni internazionali per la tutela della fauna e dell’ambiente.

Dal 2012 un gruppo di esperti guidati da Luigi Bundone dell’Università Ca’ Foscari di Venezia conduce regolarmente studi sulla presenza e gli habitat della foca monaca mediterranea lungo le coste salentine. In particolare, un’indagine condotta fra il 2013 e il 2015 dallo stesso Bundone – in collaborazione con Raffaele Onorato, Sergio Fai, Francesco Minonne, Giacomo Marzano, Cataldo Lichelli, Mario Congedo ed Emanuela Molinaroli – ha evidenziato la presenza fra il Parco naturale regionale Otranto-Leuca e Portoselvaggio-Palude del Capitano di habitat ideali per la foca monaca, viste le coste rocciose e le grotte che caratterizzano la zona.

Anche a fronte di queste evidenze il Comune di Nardò ha chiesto l’istituzione dell’Oasi Blu nel tratto di mare prospiciente il parco.