La città in un “Caffè”

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SIMU SALENTINI. È stato un “Caffè in redazione particolarmente affollato quello del 27 gennaio scorso, all’indomani – come di consuetudine ormai – dell’uscita del nuovo numero di “Piazzasalento”. Non solo perché inserito tra gli eventi del primo “Festival dell’informazione giornalistica locale” (Figilo), ma anche per presenze e argomenti. Reduce dalle riprese in Colombia ecco Tony Greco, accompagnato da Cosimo Scialpi e Alessandro Alfarano, di Gallipoli. Un po’ assonnato ma pieno di sensazioni straordinarie dopo la trasferta in Sud America in vista del suo film. Non ha voluto mancare al “Caffè” ed è stato un bene: di cosa è rimasto particolarmente impressionato in cinque settimane di permanenza; quale rapporto ha avuto con la troupe tutta colombiana; che lezioni ha tratto un giovane salentino da quell’altra parte del mondo, a sud di Barranquilla, un milione e mezzo di abitanti. Meraviglia l’emozione trasmessa da Greco: racconta del rispetto verso lo straniero e verso un uomo che vuole fare cinema; ma anche della estrema povertà (un episodio emblematico l’ha raccontato sul numero precedente di “Piazzasalento”, pag. 31) e dell’enorme divario tra poverissimi e ricchissimi. Persone semplici e disponibili le prime, che vedono l’Italia come un sogno. «Tutto il mondo è paese – dice Greco – anche in fatto di criminalità: due miei amici che dovevano accompagnarmi, alla fine si sono tirati indietro per paura». Il film, comunque, racconterà la storia di alcune vittime della malavita che cercano il riscatto. Un Sindaco in palla quello di Gallipoli: è sembrato aver superato in buona parte il gap dell’inesperienza Stefano Minerva, pronto a dialogare su vari argomenti, accompagnato dagli assessori Cosimo Alemanno e Emanuele Piccinno:  dal vecchio progetto di un Palasport in via Pirandello al destino del Ceduc (Centro assistenziale per anziani e minori) sul lungomare Galilei; dal piano regolatore del porto (impegnativo anche per i tempi) al destino dell’immobile ex Salesiani (“da non svendere”), al lungomare Marconi da ristrutturare (la ferrovia si fermerà all’altezza dello Schipa, è confermato). Cosa è cambiato dal momento dell’elezione nella sua vita? Sorpreso da qualche cosa questo trentenne alla guida di un Comune tra i più importanti del Salento? «Sapevo che l’impostazione delle mie giornate sarebbe pesantemente cambiata, fin da quando esci da casa. Mi piace tanto però la sensazione che riviene da quando puoi veramente incidere nella vita quotidiana delle persone che si rivolgono a te – dice Minerva – soddisfazione politica a parte. Certo, alcune questioni richiedono tempo e non sempre la gente lo comprende. Da quando pensiamo di fare una cosa a quando la fai veramente i tempi sono lunghi, per questo ci vuole caparbietà».

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