La Cassazione riabilita Gabriele Abaterusso che torna ad essere Sindaco di Patù, ma in vista c’è un nuovo processo

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Gabriele Abaterusso

Patù – Gabriele Abaterusso ritorna ad essere sindaco di Patù. La Corte di Cassazione ha, infatti, accolto il ricorso dei legali  Michele Laforgia e Giancarlo Zompì, annullando (con rinvio) la sentenza della Corte d’Appello del giugno 2018 e facendo di fatto decadere il provvedimento di sospensione da Sindaco disposto con decreto a firma del prefetto Maria Teresa Cucinotta nel novembre 2018.

Chiaramente soddisfatto il diretto interessato che afferma : «Sono contento, non vedevo l’ora di tornare a lavorare al servizio del mio paese che non mi ha mai fatto mancare l’affetto e comprensione».

L’intervento di Ernesto Abaterusso

Ernesto Abaterusso

Duro l’intervento del padre Ernesto, consigliere regionale, per il quale la nuova sentenza “pone fine a dieci anni di vergognosa persecuzione giudiziaria ai limiti della barbarie. Vince la giustizia e perdono la cattiveria e la malvagità”.

Nuovo processo in vista

Appena lo scorso giugno Gabriele Abaterusso era ritornato nel pieno delle sue funzioni per poi essere nuovamente sospeso a luglio dal Tribunale civile. Ora la nuova riabilitazione anche se all’orizzonte c’è un nuovo processo di secondo grado da celebrarsi davanti alla Corte d’Appello di Lecce: così ha deciso la Cassazione annullando la sentenza ma, appunto, “con rinvio” ad altro giudizio.

La cronistoria

Nel marzo 2015, a seguito della prima sentenza della Corte d’Appello in merito alle accuse di “bancarotta” e “distrazione di beni” per una impresa di famiglia, il prefetto Claudio Palomba “sospese” Abaterusso dalla carica di vicesindaco della Giunta De Nuccio. Dopo quattro mesi il provvedimento venne revocato a seguito della decisione del Tribunale civile al quale l’imprenditore aveva fatto ricorso. Il 4 luglio 2017, ad un anno dalla sua elezione a Sindaco, Abaterusso ottenne l’annullamento della sentenza di secondo grado dalla Corte di Cassazione che rinviò la decisione ad una diversa sezione della Corte d’Appello. Quest’ultima si è espressa lo scorso giugno, assolvendo Abaterusso dall’accusa di “distrazione di beni” e confermando la condanna a due anni di reclusione per bancarotta nel crack finanziario del “Calzaturificio Vereto”. Anche questa sentenza è stata “cassata” dagli ermellini che hanno accolto il ricorso dei legali di Abaterusso ma per ragioni che verranno chiarite poi nelle motivazioni, è stato disposto che si tenga un nuovo processo di secondo grado davanti ai giudici della Corte d’Appello di Lecce.
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