La “casa comune” è tornata ai fedeli

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La chiesa dell’Addolorata riaperta nella ricorrenza della Candelora

Alezio. «In questi giorni, in cui abbiamo sperimentato il disagio e la nostalgia, per la mancanza della nostra casa comune, il pensiero va a tutti coloro che davvero vivono quotidianamente questo disagio». Con queste parole il parroco dell’Addolorata, don Antonio Minerba, si è rivolto ai fedeli, accorsi numerosi in occasione della riapertura della chiesa, a due mesi esatti dalla sua chiusura forzata, dopo il fulmine che il 2 dicembre scorso aveva colpito la cupola.

«Durante questo periodo, – ha proseguito don Antonio – siamo stati confortati dalla presenza di persone eccezionali che, oltre ad offrire la propria disponibilità e il contributo gratuito delle loro competenze professionali, si sono assunte anche delle responsabilità».

Tra gli altri, il parroco ha ringraziato in particolare l’architetto Mauro Bolognese e l’ingegnere Fabio Minerva, le ditte Lillino Carratta (di Aradeo) e Claudio Parata, il restauratore Valerio Giorgino e il sindaco Vincenzo Romano. L’architetto Bolognese ha evidenziato come il fulmine, “censito di potenza eccezionale”, sia stato attratto dalla croce posta sopra la cupola ed abbia fatto esplodere l’impianto elettrico.

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«La croce – ha aggiunto l’ingegnere Minerva –  sarà rimossa, perché fortemente danneggiata nella sua struttura. Solo successivamente si deciderà se ripristinarla o meno».

Con la riapertura della chiesa torna a rivivere anche piazza Vittorio Emanuele II che, anche a detta dei gestori dei locali vicini,  non ha potuto nemmeno godere dell’atmosfera gioiosa delle festività natalizie.

Rocco Merenda

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