Ivan, ecco la pista

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La manifestazione della scorsa estate dell’associazione regionale “Penelope” per sensibilizzare quanti sanno qualcosa a collaborare nelle indagini

Matino. Potrebbero essere ad una svolta le indagini  sulla misteriosa scomparsa di Ivan Regoli. Dopo quasi un anno e mezzo dal 12 settembre del 2011, quando l’allora 30enne svanì nel nulla dopo essere uscito di casa per acquistare le sigarette, c’è un nome nel registro degli indagati: è quello dell’amico A.C., il 42enne di Parabita  tra l’altro lontano parente di Regoli.

In attesa di sviluppi, gli specialisti della sezione “Rilievi” del Nucleo investigativo di Lecce e di Casarano hanno sequestrato la Fiat Punto dell’uomo pur non riscontrando, ad una prima analisi, tracce di sangue o altri indizi che possano confermare la presenza dello scomparso all’interno della vettura. Al momento l’accusa ipotizzata dalla Procura è quella di “omicidio volontario”: il 40enne, tuttavia, si dichiara “assolutamente estraneo” alla vicenda.

«È stato tra i primi a darci una mano nelle ricerche. Con lui abbiamo parlato tanto di Ivan e ci ha pure aiutato ad affiggere i manifestini con la sua foto. Io non sospetto di nessuno e sospetto di tutti», ha affermato Antonia Rizzo, la madre dello scomparso nel commentare la notizia.

La donna non appare, dunque, convinta a pieno del coinvolgimento dell’amico anche se gli inquirenti sembrano seguire la traccia di possibili dissapori di carattere familiare.

La signora Rizzo non parla ancora di “svolta nelle indagini” anche perchè “senza prove non ci può essere una prova”, invitando ad indagare a 360 gradi.

«Di certo – ha aggiunto la donna – so solo che mio figlio quella sera uscì di casa per comprare le sigarette ed al bar c’è stato davvero, almeno sino alle 22». Intanto, dopo quelli fatti affiggere alcuni mesi fa (“e poi strappati da qualcuno”) la signora Antonia ha preparato un nuovo manifesto da affiggere sui muri di Matino con una poesia scritta da lei stessa ed intitolata “Mistero”. La verità su quanto successo è attesa anche da Tiziana Barba, la giovane moglie (di Gallipoli) di Ivan: «Anche se siamo ormai autorizzati a pensare al peggio, continuo a sperare che lui si faccia vivo. Abbiamo un bambino di due anni che ha bisogno del suo papà», ha affermato la donna.