Interdittiva antimafia e licenziamenti: riassunti dalla Gial Plast gli ultimi due addetti (di Gallipoli) per decisione del giudice

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Gallipoli – Con la riassunzione degli ultimi due operai licenziati tra aprile e maggio di due anni fa si è conclusa la vertenza scaturita dalla interdittiva antimafia della Prefettura di Lecce a carico della società Gial Plast di Taviano. Sono tornati al loro posto Pierluigi Picciolo e Oscar De Bernardo, entrambi gallipolini.

Anche nel loro caso il Giudice del lavoro ha dichiarato illegittimo il licenziamento scattato il 7 maggio ’19 e ha condannato la ditta ad un risarcimento retributivo commisurato al periodo in cui è uscito dal ciclo lavorativo e al pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

Le tesi contrapposte

“La Gial Plast ha agito in assoluta autonomia – rilevano tra l’altro dal sindacato Cobas di Lecce – e i licenziamenti sono stati decisi da loro, tesi sostenuta anche dalla Prefettura di Lecce nel verbale della riunione del 22 ottobre 2019, fatta con il sindacato Cobas”. Diversa la posizione della società di Taviano, secondo cui la Prefettura avrebbe sempre ribadito l’importanza dei procedimenti penali a carico di alcuni dipendenti, anche se conclusi appartenenti al passato.

La prima riassunzione si era registrata il 18 settembre del ’19 ed aveva riguardato Sebastiano Caiffa, gallipolino residente ad Alezio. Una decina i lavoratori estromessi dal posto di lavoro, in gran parte residenti a Gallipoli e Alezio. I provvedimenti di contrasto ad infiltrazioni mafiose nel delicato settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti domestici avevano colpito anche altre società operanti nel settore e in servizio a Gallipoli, Ugento, Parabita e Racale.

Sotto commissario giudiziario

La Gial Plast è ancora sotto commissario giudiziario per la gestione corrente, come la stessa azienda aveva chiesto. Di parere contrario la Prefettura che aveva fatto ricorso, respinto in Cassazione, a conferma del provvedimento preso dal Tribunale di Lecce.