“Insieme possiamo”: a Nardò corso di basket per ragazzi diversamente abili

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Alcuni ragazzi coinvolti nel progetto

Nardò – È partito lo scorso novembre e proseguirà fino al prossimo 5 luglio il progetto “Insieme possiamo”, dedicato ai ragazzi diversamente abili.

Corso di basket per atleti “speciali”. Grazie all’impegno della Devils Basket Nardò, con la collaborazione del comitato provinciale di Lecce dell’Asc (Attività sportive confederate) e della cooperativa “Innovazione sociale” di Nardò, il progetto finanziato dalla Regione Puglia permette ai ragazzi della sezione neretina dell’Aipd (Associazione italiana persone down) di seguire un corso di basket con due appuntamenti a settimana.

I ragazzi dell’Aipd Nardò con Fabiana Liquori (a sinistra) e Irene Colomba (a destra)

In totale sono sedici i ragazzi coinvolti, provenienti da tutta la provincia: a loro si offre la possibilità di vivere l’esperienza del gioco di squadra, in particolare della pallacanestro, con l’intento di favorire sia il benessere fisico e motorio che lo sviluppo di capacità logiche ed intellettive attraverso la pratica di attività ludiche. Nello specifico, al Pala “Andrea Pasca” i ragazzi vengono stimolati nel tirare fuori la propria creatività, acquisiscono schemi motori e di gioco grazie alla guida di personale esperto, gestiscono la propria persona all’interno del contesto di gruppo e aiutano il compagno, nonché rafforzano il senso di autostima e fiducia in se stessi.

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Un progetto che si rinnova. “Da ormai qualche anno – afferma Fabiana Liquori, istruttrice della Devils Basket Nardò – realizziamo questo corso di pallacanestro per i ragazzi diversamente abili. Quest’anno al nostro fianco abbiamo anche Asc, che ci accompagna nella maggior parte delle manifestazioni sportive. La mattinata è dedicata a loro, ragazze e ragazzi, donne e uomini, che trovano un momento di svago e di sfogo correndo dietro ad una palla a spicchi”.

Il clima che si respira al Pala “Andrea Pasca” non lascia spazio alla competizione: “Non importa quanti canestri facciano – aggiunge Liquori – o se diventeranno dei campioni. Non importa se impareranno a palleggiare o meno, ciò che conta è che, quando è l’ora dell’allenamento, nei loro occhi leggiamo la voglia di divertirsi assieme a noi, di abbracciare e sorridere al compagno, di trascorrere un’ora assieme ai propri amici”.

Le regole sono uguali per tutti: rispetto e lealtà – prosegue Liquori – per diventare belle persone fuori dal campo, prima ancora che nel rettangolo di gioco. Ci regalano emozioni indescrivibili, e noi proviamo a fare altrettanto con loro”.

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