In vista al giornale dove sono risuonate “Le voci della scuola” durante il Covid. Commenti e sorprese di tre liceali del “Galilei” di Nardò

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Gallipoli – “Stimolante,bello e molto costruttivo”, è sicuramente questa una delle espressioni con cui definire l’incontro di tre ragazzi del liceo classico di Nardò – Elsa Indiano, Danilo Ingusci e Francesca Vonghia – con il direttore del giornale “piazzasalento” nella redazione di Gallipoli in un assolato pomeriggio come quello di giovedì scorso, presente anche il tutor ed esperto di progetti scolastici su temi ambientali ed energetici, Pantaleone Pagliula.

Questo incontro – il commento di Elsa Indiano, maturata col massimo dei voti – ha dato un significato concreto a qualcosa che prima era per me solo virtuale. Parlando con il direttore, molto disponibile, ho compreso meglio i target della testata, alcune informazioni sul tipo di articoli più letti e sugli utenti più attivi”.

“Dal virtuale ad una rete di persone”

Per quanto riguarda “Le voci della scuola” su cui tutti e tre sono intervenuti, prosegue Elsa: “Il dibattito che è nato mi ha fatto capire che questa rubrica è una community, e non un qualcosa di individuale: l’obiettivo è quello di creare una rete di corrispondenti nelle varie scuole della provincia, al fine di dare più visibilità alle voci di noi ragazzi, che spesso non siamo tenuti in considerazione perché giovani, ingenui e inesperti. Ma forse questo è un condizionamento che ci autoimponiamo: crediamo che gli adulti non abbiano interesse ad ascoltare il nostro punto di vista, quindi non ci esponiamo. Le voci della scuola ha dimostrato che non è così nel momento in cui erano gli stessi adulti (l’ingegnere, Pantaleone Pagliula e il direttore) a spronarci a scrivere dei nostri articoli, e nel momento in cui gli stessi insegnanti si congratulavano con noi commentando e apprezzando ciò che avevamo pubblicato”. La studentessa è adesso orientata a studiare Mediazione linguistica presso Unisalento.

Il metodo di indagine con cui si procede è basato principalmente sull’oggettività degli eventi e dei fatti che si vogliono divulgare mettendo così in luce quello che è il ruolo chiave del giornale,ovvero,far circolare notizie più approfondite e ben documentate sui fatti che caratterizzano la nostra società e l’epoca in cui viviamo. Un altro aspetto molto affascinante e bello è il grande supporto che è stato dato alle voci della scuola facendo, così, in modo che le voci di noi giovani non si spegnessero in questo momento storico molto difficile”: questo il pensiero di Danilo Ingusci, anche al top dei voti finali, che aspira a proseguire gli studi a Bologna nella facoltà di Giurisprudenza.

“Il giornale, un’opera collettiva”

“Un giornale è come una grande fabbrica,o,meglio ancora, una grande famiglia in cui i cuori di chi si trova dentro sono uniti insieme dando forma a ciò che vediamo e leggiamo ogni giorno. E non posso negare che tutto ciò che ho visto e scoperto grazie a questo incontro, ha superato istintivamente ogni limite della mia immaginazione – dice Francesca Vonghia, terzo anno – . Quando ho visto il disegno del mondo, su quel computer, con colorate tutte le aree in cui sono arrivate le nostre voci, le voci della scuola tramite piazzasalento, un senso di grande stupore ha fatto nascere una grande consapevolezza che si faceva spazio in me mentre ancora osservavo meravigliata e incredula quello schermo”.

“Non avrei mai potuto immaginare tutto questo, non avrei mai potuto immaginare che moltissime persone in tutto il mondo potessero leggere i miei pensieri, potessero pronunciare il mio nome conoscendomi solo per quelle parole scritte che disegnano la parte più profonda del mio cuore… di me”, racconta Francesca Vonghia.

L’emozione di essere stata letta da tanti”

Solo grazie a tutto questo, oggi, guardando il mio nome su quelle pagine di giornale,posso dire che ho la certezza di esistere davvero in un mondo in cui mi sono da sempre sentita un’estranea, in un mondo che ha preferito crescere e svilupparsi nella ricchezza e nel progresso piuttosto che nell’amore e nell’ascolto. Piccola come sono – conclude la liceale – mi sono fatta spazio tra le voci dei grandi per poter parlare, nella grande necessità che si è sempre fatta spazio nel mio cuore di dire al mondo e a chiunque ci sta leggendo che, anche se sono una piccola voce in un immenso mare,io ancora credo in un mondo che al posto di costruire armi, costruisca,invece,ponti di amore che ci possano tener uniti gli uni agli altri oltre ogni ostacolo di violenza , guerra e discriminazione che continuano a frammentare questo mondo; e, se volete, possiamo crederci insieme”.

Articolo con la collaborazione di Francesca Vonghia

(nella foto da sinistra il direttore Fernando D’Aprile, Danilo Ingusci, Elsa Indiano, Pantaleone Pagliula e Francesca Vonghia nella redazione di piazzasalento)

 

 

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