In un mese triplicati i contagiati attivi in provincia di Lecce. Raddoppio di casi in numerosi centri. Impennate a Nardò e Casarano

2468

Gallipoli – Cala l’incidenza del virus ma non in Puglia e in una decina di regioni. I livelli di guardia sono stabilmente superati per i ricoveri in Terapia intensiva: 41% di posti occupati con la soglia critica ferma al 30%. Non rallenta il flusso di nuovi contagiati dal Covid di marca inglese (l’ultimo rapporto lo fissa al 14,5 poco meno del triplo di quella nazionale. Non c’è sosta per la lista di chi non ce l’ha fatta: ieri 501 decessi sul suolo italiano, 25 in Puglia.

Al 5,6 per mille i casi nel Leccese

A livello provinciale s’incassa la sconfitta quotidiana delle misure anti contagio con altri 217 positivi ed un morto. Ma è l’andamento della settimana appena trascorsa (qui l’ultimo report) a suscitare forte preoccupazione. Un solo paese Covid free in tutto il Salento (Sternatia), tanti quelli con forti incrementi del numero dei casi attivi, persino raddoppiati in sette giorni, come stabilisce la relazione dell’Asl Lecce.

Con due dati su tutti: le persone attualmente positive schizzano a 4.466, il 65% sono casi asintomatici. Il 5 marzo scorso erano 1.596. La loro percentuale fa un balzo conseguente: 5,6 casi ogni mille abitanti della provincia. Quattordici giorni fa era la metà (2,7 per la precisione). Ben 35 i paesi sopra la media. Alcuni anche tra i più popolosi del Sud Salento.

Piovono nuovi contagiati

Casarano sale da 74  malati a 143 e il 7.,2 per mille; Nardò da 159 a 223 e il 7,1; Gallipoli ha una lieve flessione (da 180 a 175) ma in rapporto alla media si trova all’8,7; Maglie si ferma al 5,3 ma i casi diventano 74 dei 63 precedenti. Compiono balzi notevoli anche Porto Cesareo (da 32 a 73); Collepasso (da 24 a 48), Alezio (da 32 a 52); Castrigano del Capo (da 33 a 43),  Matino (da 18 a 33); Palmariggi (sa 17 a 22 e il 15,4 per mille), Supersano (da 44 a 65 e il 14,1), Poggiardo (da 29 a 40), Taurisano da 59 a 74.

Risultano poi pervasi dal contatto col virus in base alla popolazione anche Tiggiano (11,5), Castro (10,7), Botrugno (12,2), Palmariggi (15,4), Sopra la media figurano anche Diso, Montesano salentino, Otranto, Ruffano, Sannicola, San Cassiano. A conti fatti e col contributo di tanti cittadini poco osservanti delel regole di salvezza, i ricoveri sono a loro volta saliti i ricoveri da 1.480 a 1.656; i decessi da 311 a 321.

Piccoli focolai tra le mura di casa

Infine resiste e tiene anzi banco il dato che più fa pensare e preoccupare: il luogo in cui il virus prospera in maniera preponderante rispetto ad altri è l’ambito familiare. Parte degli oltre 40mila isolati in casa sono sul banco degli imputati per la non osservanza dei limiti che dovrebbero rispettare. Di molto staccati gli ambienti di lavoro (8,4%), ospedali e ambulatori ((5,4), Case di riposo (2,5). Del resto, non ci sono molte altre fonti di “produzione” di contagi, a parte alcuni focolai, come l’ultimo in ordine di tempo a Trepuzzi. Ma il sistema di controlli non pare adeguato.