“In Consiglio copie difformi di un documento da votare”: a Sannicola due consiglieri chiedono l’annullamento dell’assise

671

Sannicola – Un Consiglio comunale che approva elaborati tecnici in copie diverse per  la minoranza e per la maggioranza; voti finali basati su documenti difformi: è quanto sarebbe accaduto durante la riunione consiliare svoltasi ieri, 24 febbraio, sull’adeguamento del Piano urbanistico comunale al Piano paesaggistico regionale. Lo denunciano due consiglieri, Valerio Nocera e Luana Moscatello (Articolo 1 – Leu).

“Prima d’intraprendere tutte le strade per ripristinare una normale, civile, auspicata legalità – affermano Nocera e Muscatello – chiederemo al Presidente del Consiglio, al Segretario comunale, al responsabile anticorruzione di procedere ad horas ad un immediato Consiglio per l’annullamento di tutti gli atti e al ripristino della corretta procedura”.

“Procedure scorrette”

I consiglieri di opposizione non entrano nel merito della questione pur rilevante, poiché riguarda un importante adempimento circa l’assetto futuro del territorio in particolar modo per i tratti in comune con Gallipoli, per la parte costiera e con Galatone, per la valorizzazione e la gestione dell’area Sic Rupi di San Mauro.

“Tutto era auspicabile meno una sua approvazione in forma clandestina stante il fatto che l’incarico per la stesura era vecchio di qualche anno”, scrivono Nocera e Moscatello, per i quali l’accaduto è “fortemente inquietante”. “Il Consiglio comunale discute e approva elaborati non corrispondenti alla progettazione in essere. Ai consiglieri comunali di minoranza vengono consegnati elaborati difformi, determinando un giudizio improprio e fuorviato”: tutto questo sarebbe stato peraltro “certificato “dentro” il Consiglio Comunale dalle affermazioni dell’ing. comunale incaricato”.

Annunciate altre azioni sull’accaduto

IL non aver voluto accogliere la richiesta della minoranza di “fermarsi e ripristinare la corretta procedura e le normali norme come da prassi” ha spinto i due a lanciare questa richiesta e a preannunciare, in assenza di riscontri positivi, altre azioni di contestazione dell’atto deliberato.