In 14 giorni raddoppiati i positivi attivi nel Leccese. Virus sopra la media a Nardò; casi in ascesa a Casarano, Maglie. Gallipoli, Rianimazione “riapre”?

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Gallipoli – Il diagramma dice tutto, quanto è stata lenta la discesa e quanto perentoria la risalita del numero di contagiati a Lecce e provincia. Il virus Covid ne arruola nuovamente 2.162, dei quali 243 in provincia di Lecce. Sommati a quelli indicati nel report  Asl di questo pomeriggio, portano il totale dei positivi attivi a sforare i 4mila, esattamente 3.998. Due settimane fa si era alla metà dei casi.

La capacità di diffusione della variante inglese è comprovata in tutta la Regione, con epicentro Bari Città metropolitana, ma a differenza di quanto registrato agli inizi del mese, l’epidemia non risparmia più la provincia di Lecce, neanche sul versante dei decessi, balzati a 311 (dati Asl), con altri cinque da aggiungere oggi dei 41 finali. I ricoveri sono a quota duemila anche oggi e al 17,8% la quota di infetti sul totale dei test processati (6,8 il dato nazionale).

Focolai privilegiati in casa

Scende l’età media dei colpiti – 45-48 anni di maschi e femmine – per effetto degli anziani vaccinati ed anche per i fatto che i più “giovani” sono soggetti a maggiori spostamenti. I “focolai” preferiti dal virus restano quelli domestici (73% dei casi), alimentati spesso da soggetti asintomatici in isolamento ma che non rinunciano ad uscire di casa e andare in giro. “Tanto mi sento bene”, ci si sente rispondere. In provincia di Lecce i malati senza sintomi sono il 65%, quelli con pochi sintomi un altro 30%.

Asl Lecce

“La nostra provincia sta attraversando una fase di estrema difficoltà – si legge in una nota della direzione generale dell’Asl Lecce –  con un incremento considerevole dei nuovi contagiati e dei posti letto occupati. Auspichiamo un appiattimento nella curva di crescita, che dopo oltre una settimana di zona rossa dovrebbe cominciare ad emergere, ma ci stiamo adoperando per attivare nuovi posti letto perché prevediamo incrementi nei numeri dei ricoveri”. Di ieri la notizia che tutte le sei Asl pugliesi hanno chiesto “aiuto” alle cliniche private per trasferirvi i degenti no Covid e disporre di altri posti letto per i positivi negli ospedali.

“Difficoltà estreme”

“Abbiamo quindi il dovere e la necessità di chiedere a tutti i cittadini e a tutte le cittadine – è l’appello dell’Asl leccese – un grande aiuto e uno sforzo ulteriore: perché il sistema regga, anche in questa terza ondata, è necessario il supporto di tutti, con il rispetto delle regole che la zona rossa richiede e delle tre indicazioni anti contagio (distanziamento, corretto uso della mascherina e lavaggio delle mani)”.

Il report a cura del dottor Maurizio Quarta (direttore dell’Unità epidemiologica e statistica, deve perciò riportare dati pesanti: la media di casi per ogni mille abitanti è salita al 4,7; era al 2,7 due settimane fa. La superano abbondantemente anche 33 paesi della provincia, Lecce città compresa.

In 33 i centri sopra la media provinciale

Situazione variegata nei centri più grandi: Casarano è sotto la media ma i contagi da 44 sono saliti a 74; Gallipoli viene riportata a quota 180 e sopra il limite massimo provinciale (8,9), ma gli ultimi numeri comunicati al Comune parlano di 143. Maglie da 44 passa a 63 casi ma è nella parte bassa della graduatoria come Tricase, da 14 a 18 malati. Sfonda la media Nardò: da 142 a 159 positivi e 5,1 per mille. Al 5.1 anche Taurisano (d 47 a 59 casi).

Il picco dei paesi contagiati del Sud Salento si trova ancora a Miggiano (12 per mille), Botrugno (9,3, come Diso), Palmariggi (11,9), Supersano (da 26 a 44 e il 10,0). Castrignano del Capo (8,2), Tiggiano (9,1). Ricompaiono in elenco, come si vede, paesi con impennate di casi piuttosto notevoli come Alezio che passa da 14 a 32 col 5,7 di media; Sannicola da 13 a 30 e 5,2; Matino da 7 a 18; Poggiardo da 18 a 29; Castro da 3 a 15 e il 6,4.

Ripresa del “Sacro Cuore” in bilico

In questo quadro di “estrema difficoltà” come detto sopra, diventa un caso la riapertura o meno dei reparti di Rianimazione e Chirurgia dell’ospedale “Sacro Cuore” di Gallipoli. Data per certa nella recente venuta dell’assessore regionale Lopalco, la riattivazione delle due Unità complesse a partire dall’1 aprile sta diventando pressoché impossibile per la perdurante carenza dei operatori medici, anestesisti in particolare.