Il territorio raccontato attraverso i suoi personaggi nel “Dizionario enciclopedico dei salentini” di Carlo Stasi

L’obiettivo dell'opera è chiaro: «Dare ai salentini maggiore consapevolezza di quello che sono»

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Carlo Stasi

Acquarica del Capo – D’ora in poi chi vorrà conoscere il Salento attraverso gli uomini che hanno lasciato traccia sul territorio avrà per le mani uno strumento formidabile: il “Dizionario enciclopedico dei salentini” (ed. Grifo), frutto di decenni di lavoro di Carlo Stasi, autore originario di Acquarica. Dopo la presentazione ufficiale del 14 dicembre scorso a Lecce, presso Palazzo Codacci-Pisanelli insieme ad Alessandro Laporta (del Centro studi salentini) e Mario Spedicato (dell’Università del Salento), presidente della Società di storia patria, l’opera è approdata il 29 dicembre a Salve. A presentare il lavoro di Stasi presso la Biblioteca di Palazzo Ramirez, con l’autore c’erano Antonio Lupo e il Sindaco Francesco Villanova. 

L’opera: 11mila voci sintetiche che tracciano la fotografia del Salento (limitatamente alla provincia di Lecce) attraverso i suoi uomini, da Quinto Ennio fino ai nostri giorni. «È stato un lavoro enorme – dice Carlo Stasi – che ha visto anche vari tentativi, tentazioni di abbandono, innumerevoli difficoltà nel reperire i dati necessari». Un impegno di più di vent’anni, e «ora – prosegue – questo libro è un punto di arrivo, ma anche di partenza, perché in futuro non si potrà prescindere dalla sua consultazione se si vuole capire questo territorio». La ricerca dei dati è stata solo la prima tappa, poi per ogni voce c’è stato «tutto un lavoro di sintesi quando ci si trovava di fronte a curricula ampi, e all’opposto la necessità di ampliare notizie scarse». Ora la provincia di Lecce è la prima e unica provincia italiana ad avere un dizionario bio-bibliografico che raccoglie, in ordine alfabetico e in un unico volume, tutti i personaggi noti e meno noti che sono nati, vissuti, defunti o viventi nel capoluogo, nei Comuni e nelle frazioni. L’obiettivo è chiaro: «Dare ai salentini maggiore consapevolezza di quello che sono».

Il giudizio dell’esperto«Senza alcun dubbio è un lavoro molto valido» dice Alessandro Laporta, direttore emerito della Biblioteca provinciale “Bernardini”,  sottolineando la qualità dell’opera e l’impegno di Stasi. E aggiunge: «Una mai soddisfatta esigenza di completezza, una continua accumulazione di dati e notizie, un’inesauribile aspirazione alla perfezione, una vera e propria ricerca del tempo perduto, per riunire in un solo libro un’eredità plurisecolare». Al Dizionario Laporta riconosce «una duplice ambizione: abbracciare l’intero patrimonio culturale salentino (con imposto il limite territoriale della sola provincia di Lecce) e proporsi come strumento di rapida consultazione per chi non ha l’opportunità di conoscere il Carneade di turno. Solo così usciremo dall’emarginazione di cui siamo ancora vittime e dall’arretratezza che ci viene talvolta rimproverata, evitando incresciosi errori e mettendo in giusta luce i protagonisti del passato e del presente. Quello delle biografie è un retaggio di cui dobbiamo andare giustamente orgogliosi. Un grazie a Carlo Stasi che ha lavorato per tutti noi».

L’autoreCarlo Stasi, docente di letteratura inglese, socio della Società di storia patria per la Puglia, esperto musicologo, è noto nel Salento e fuori per aver creato nel 1993 la “leggenda” di Leucasia. Opera da anni nel campo della poesia visiva, di cui viene ritenuto uno dei più significativi rappresentanti. Dagli anni Novanta numerose le mostre-performance di poesia visiva da lui tenute: a Milano (1990), Como (1997), Tradate (1997), Maglie (2000), Lecce (2001-2002), Brindisi (2014). Molte sue poesie sono pubblicate su antologie e riviste letterarie. Fra gli ultimi lavori figurano: “Sono nato cantando… tra due mari (radici e canto nella poetica di Franco Simone) e “Otranto nel mondo” (dal “Castello” di Walpole al “Barone” di Voltaire).