Il Sindaco: “Tassa di soggiorno a Gallipoli, consultati gli operatori”. Dall’Osservatorio poste tre condizioni

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Gallipoli – “Gli operatori turistici sono stati consultati; nonostante siano stati chiamati da qualcuno per essere qui stamattina, non sono venuti”: lo afferma il Sindaco Stefano Minerva, contestando titolo e articolo pubblicato da piazzasalento.it (che riportava il parere contrario degli operatori) sull’aumento della tassa di soggiorno e sull’allungamento del periodo in cui la tassa è dovuta.

Il Sindaco respinge le critiche portate avanti (in aula due albergatori ed un rappresentante dei B&b) da chi è contrario con motivazioni che vanno dai maggiori controlli sull’evasione a un resoconto dettagliato circa l’impiego degli introiti, peraltro aumentati (al 30 settembre) da 362mila euro del 2018 a 380mila euro quest’anno. “Tutti gli altri operatori erano d’accordo”, rimarca Minerva.

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Favorevole la maggioranza

Il Consiglio comunale a maggioranza ha dunque detto sì alle modifiche, che aumentano di mezzo euro – portandolo a 2,50 – la tassa di soggiorno per le strutture alberghiere ed assimilabili a 4 e 5 stelle nei periodo 1 giugno-30 settembre. Entrano a far parte del periodo tassabile aprile maggio e ottobre.

La minoranza ha votato contro. “Non c’è un rendiconto dettagliato e specifico sull’impiego di quelle somme – spiega Flavio Fasano di Gallipoli Futura –  e in Consiglio il Sindaco ha dovuto ammettere che almeno in un caso sono serviti a pagare altro. In assenza di una adeguata programmazione turistica e di servizi non è possibile far pagare di più i turisti”.

Due riunioni dell’Osservatorio sulla tassa di soggiorno

Di riunioni sull’argomento, che si era già affacciato l’anno scorso per poi essere accantonato, l’Osservatorio sulla tassa di soggiorno (organo consultivo) ne ha tenute due, una presieduta dal vicesindaco Giuseppe Venneri ed una dall’assessore al Turismo, Titti Cataldi.

Vi hanno partecipato le associazioni di categoria di livello provinciale: Confindustria sezione turismo, Confesercenti, Federalberghi, Confcommercio ed altre. Il verbale finale fissa tre esigenze cui dare risposte. Intanto “dare un senso a quei soldi realizzando un collegamento con bus urbano con le marine di Baia verde e Rivabella; introdurre la Fidelity card (come a Otranto).

Le “condizioni” dell’Osservatorio

Infine i dirigenti delle associazioni di categoria hanno chiesto l’istituzione di un “comitato rimborsi”. Spiegazione: “Noi incassiamo la tassa per conto del Comune; da quando anche cifre piccole come 2 euro possono essere pagate con carta di credito, scatta una spesa di commissione bancaria”. Sarebbe giusto che tale costo venisse in qualche maniera rimborsato alle aziende-esattrici.

Il parere negativo Nel verbale, accanto agli impegni presi su quei tre obiettivi da parte degli amministratori comunali gallipolini, vi è il parere dell’Osservatorio sul provvedimento approvato in Consiglio comunale. Ed è un parere contrario. Che evidentemente potrebbe cambiare qualora gli impegni assunti venissero realizzati.

 

 

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