Il dramma è ormai alle spalle: dopo aver rischiato la vita per un bicchiere d’acqua al bar, Stefano sta bene e adesso si sposa

Il giovane ringrazia il personale dell'ospedale di Tricase e quanti gli sono stati accanto nei momenti difficili. Lo scorso 18 gennaio ingerì per errore del brillantante al bar

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Castrignano del Capo – Sta meglio Stefano Schirinzi, il 27enne di Castrignano del Capo che lo scorso 18 gennaio ha subito un lungo e delicato intervento di gastrectomia totale dopo aver ingerito, per errore, della soda caustica servita al posto dell’acqua in un bar del paese.

L’episodio ha coinvolto e commosso l’intera comunità cittadina rimasta per giorni con il fiato sospeso in attesa di buone notizie. Oggi le “buone notizie” sono almeno due: dopo una serie di interventi chirurgici, Stefano ha ripreso in mano la sua vita e ad ottobre sposerà la sua Sara che, con amorevole dedizione, lo ha affiancato durante questi mesi di difficile riabilitazione.

«Mi sento di ringraziare con tutto il cuore suor Margherita Bramato e tutto il personale medico, paramedico e dirigenziale dell’ospedale “Cardinale G. Panico” di Tricase. È difficile – afferma il giovane – raccontare con poche righe il grande miracolo che queste persone hanno fatto per me. In quei giorni drammatici si sono susseguite innumerevoli emozioni: paura, sofferenza, angoscia, incertezza e poi ancora speranza, attesa e prospettive per un futuro».

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L’intervento fu particolarmente delicato in quanto i medici furono costretti a rimuovere  totalmente lo stomaco: secondo le prime valutazioni, in circostanze simili, le probabilità di sopravvivenza venivano valutati intorno al 7%.

«Esprimo un ringraziamento particolare al reparto di chirurgia generale, a suor Filomena, al primario Massimo Viola e alla sua équipe chirurga ai quali devo la vita. E ancora personale del reparto di Anestesia e Rianimazione e in particolare il dott. Thomas Pellis e a tutti gli altri medici. Loro – continua Stefano – non hanno mai mollato anche quando la situazione sembrava disperata ed anche la mia famiglia pensava che non ce l’avrei fatta».

Durante la degenza in ospedale del 28enne, l’intera comunità castrignanese si è raccolta in preghiera su invito del parroco di Castrignano del Capo don Fabrizio Gallo. «Scoprire la premurosa e costante vicinanza dimostrata dal mio parroco, dai miei amici, da tutta la cittadinanza di Castrignano del Capo, e non solo, è stato magnifico e straordinario. A nome mio e di tutta la mia famiglia dal più profondo del cuore ringrazio tutti per la vicinanza che in questi mesi avete dimostrato». Qui il testo integrale della lettera di ringraziamento che il giovane rivolge al personale ospedaliero e a chi gli è stato accanto.

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