Il depuratore di Gallipoli non basta ma la condotta in mare non è la risposta: richiesta di incontro da un’associazione consumatori

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Gallipoli – Il depuratore è sottodimensionato rispetto alle reali esigenze di Gallipoli, Alezio, Sannicola e Tuglie; produce, per sovraccarico, inquinamento marino, ma la soluzione condotta non è la migliore: lo sostiene con una nota il presidente provinciale dell’Unione per la difesa dei consumatori, Biagio Malorgio  (di Tuglie).

La presa di posizione arriva all’indomani di una dura nota di protesta di Confindustria Lecce che ha rimesso al centro il problema delle chiazze giallastre che periodicamente punteggiano un tratto di litorale nord della città. L’associazione degli imprenditori leccesi denunciava l’assenza di risposta a due anni dall’ultimo incontro sul tema a Gallipoli. Era giunta quasi subito la risposta di Aqp: reflui cristallini e indori la tesi di Acquedotto, che ha comunque annunciato le prime perlustrazioni sottomarine con l’arrivo di settembre.

Una soluzione “contraddittoria”

“La soluzione della condotta sottomarina che dovrebbe portare gli scarichi a mare a circa 8-9 km dalla costa – sostengono Malorgio e il rappresentante regionale di Unicon, Maurizio Rampino – è contraddittoria e non risolverebbe i problemi di inquinamento del mare e del territorio, considerati anche i costi ingenti di una mega opera e i tempi lunghissimi di attuazione. Inoltre, ad oggi – si rimarca – non sono chiari i tempi delle procedure di gara, della progettazione e della modalità di affinamento delle acque”.

La soluzione ottimale per Udicon rimane quella della depurazione e del conseguente uso irriguo delle acque e la trasformazione del materiale residuo in ottimo concime per il settore agricolo. L’associazione si dice pronta a presentare le proprie elaborazioni sugli scarichi del depuratore e chiede ufficialmente un “incontro urgente” con il Sindaco di Gallipoli e Presidente della Provincia.