Il Decameron ai tempi del Coronavirus: una proposta didattica

375
Ragazzi a scuola (foto d’archivio)

In questi giorni in cui prolifera la psicosi da Coronavirus, in cui alcuni studenti, nonostante in molti casi non ci sia alcuna norma restrittiva circa la frequentazione delle lezioni a scuola, restano per timore nelle loro case, in questi giorni in cui noi insegnanti abbiamo il dovere di spiegare ai nostri ragazzi e alle loro famiglie che il bombardamento mediatico non ha alcun valore se non rientra nell’ambito di fonti serie, professionali e attendibili, immagino qualcosa di bello.

Immagino i nostri ragazzi intenti a costruire un nuovo “Decameron”: “Il Decameron ai tempi del Coronavirus”. Portiamo i nostri ragazzi all’aria aperta, nei cortili e nei giardini delle nostre scuole, eleggiamo ogni giorno, a turno, “un re” e/o “una regina” all’interno della loro “allegra brigata” a cui affidare la scelta di un tema, facciamo a quest’ultima, re e regine compresi, scrivere, disegnare, dipingere, recitare, danzare, cantare, suonare, secondo la loro libera ispirazione, intorno al tema prescelto.

Avremmo liberato loro e noi stessi da paure gigantesche, in molti casi immotivate, e avremmo creato un’oasi di bellezza in questi giorni in cui la civiltà sembra aver fatto un bel po’ di passi indietro. Se proprio dobbiamo fare un passo indietro, facciamolo per qualcosa di bello che ci dia lo stimolo a concentrarci su qualcosa di altrettanto bello. Franco Arminio, ne “La battaglia della paura” afferma: “[…] La vera arma contro il Coronavirus è l’amore, il furore di una nuova passione per la sacralità della terra e della vita. Dobbiamo cantare e narrare, leggere poesie, pregare, baciare, dobbiamo inventare qualcosa che ci tiene insieme veramente […]”.

Regaliamoci e ragaliamo ai nostri ragazzi un po’ di bellezza. Poi continuiamo a spiegare loro quali siano i mali che affliggono realmente il nostro pianeta e che meriterebbero un’attenzione che, forse, noi stessi per primi non siamo in grado di attirare.

Infine, scambiamoci le manifestazioni di questa esperienza: facciamo rete. Abbiamo la necessità oggi più che mai di essere uniti, anche e soprattutto contro paure spesso immotivate e, senza ragion d’essere, amplificate.

Laura Minerva