Il Covid taglia nuovi record, il vaccino ci prova. La situazione nel Distretto di Gallipoli

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Gallipoli – Il Covid supera in Puglia il traguardo dei 2.000 ricoverati in ospedale con il triste corredo di altri 46 decessi provocati dalla pandemia. Nell’ultimo bollettino diffuso dalla Regione si contano 1664 nuovi casi (239 nel leccese) su 13.390 test eseguiti, per una percentuale di positività del 12,4%. Il grosso dei nuovi contagiati (639) è in provincia di Bari.

Oltre ai decessi registrati (22 in provincia di Bari, 8 in quella di Foggia e a seguire 6 Taranto, 4 Bat, 4 Lecce e 2 Brindisi), colpiscono il numero dei ricoverati, che per la prima volta dall’inizio della pandemia supera le due migliaia attestandosi a quota 2.011, così come del numero degli infetti a domicilio, che sono 41.583, anche qui un record assoluto, mentre gli attualmente positivi salgono a 43.594.

Il piano della Asl

Sono 70.121 le persone vaccinate finora in provincia di Lecce e quasi la metà (ovvero 33.153) hanno ricevuto pure la seconda dose. I dati sono quelli della Asl, che fa pure sapere come gli ultra80enni che hanno ricevuto la prima dose sono 25.660, e tra loro 10.131 hanno concluso la vaccinazione con l’inoculazione della seconda dose.

«La Asl sta mettendo in campo ogni iniziativa utile per avviare entro la fine di questa settimana la vaccinazione a domicilio delle persone con età uguale o superiore a 80 anni in  Assistenza domiciliare, grazie alle nuove forniture di vaccino e alla collaborazione dei Medici di medicina generale che si sono resi disponibili a effettuare la vaccinazione presso il domicilio del proprio assistito», spiega l’Azienda sanitaria confermando la priorità per i pazienti con elevata fragilità, indipendentemente dalla loro età, rientranti nelle reti per patologia indicate dalla Regione Puglia, “che saranno contattati dalle strutture in cui sono in cura”.

I vaccini a Gallipoli

Pure a Gallipoli (dove si contano 167 casi), dopo la sospensione “cautelativa” dei giorni scorsi, sono riprese le vaccinazioni anche con “AstraZeneca” per il personale della scuola e delle forze dell’ordine. Le scorte di vaccino “Pfizer” sono riservate invece agli over 80, per i quali si è già passati alla seconda dose, dopo le previste tre settimane dalla prima inoculazione.

Il distretto socio-sanitario di Gallipoli (che comprende anche Alezio, Sannicola, Tuglie, Taviano, Alliste, Melissano e Racale) al momento, tra la postazione presso il poliambulatorio di via Lecce (vecchio ospedale) e il presidio ospedaliero “Sacro Cuore”, sta somministrando 120 dosi al giorno. «Ma se ne potrebbero fare anche di più, se solo avessimo una maggiore disponibilità»,  assicura il dirigente medico responsabile dei vaccini e delle Usca Rosario Solidoro. Nessuna reazione particolare è stata finora registrata dopo le somministrazioni, “a parte i previsti e scontati malesseri passeggeri e comunque non certo per tutti, per un paio di giorni al massimo, da risolvere con il riposo e un po’ di paracetamolo”.

“Una postazione in ogni paese”

Nei prossimi giorni è pure previsto l’arrivo del vaccino “Moderna” che, non essendo diluibile (al contrario degli altri due), molto probabilmente verrà messo a disposizione dei medici di  famiglia per gli over 80 allettati o con difficoltà deambulatorie e, per la prima volta, anche dei farmacisti. In previsione poi dell’arrivo più consistente dei vaccini (come garantito dalla Protezione civile) anche al Distretto di Gallipoli ci si sta attrezzando per poterne effettuare una maggiore quantità giornaliera.

«Ci sarà una postazione in ogni paese del Distretto – assicura Solidoro- e a Gallipoli, oltre a quella già esistente in ospedale, ce ne saranno altre otto presso la palestra dell’Istituto magistrale di via Torino”.

I medici “no vax”

Altro tema caldo quello dei medici e del personale sanitario che hanno deciso di non vaccinarsi, con alcuni casi (“sia pure in numero molto limitato”) pure a Gallipoli. Dopo quella del presidente dell’Ordine dei medici Donato De Giorgi, molto dura, al riguardo, è pure la presa di posizione del presidente provinciale dello Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani) Gian Maria De Marini (di Gallipoli), che senza mezzi termini afferma: «Chi rifiuta di farsi il vaccino dovrebbe cambiare mestiere perché un medico deve dare per primo l’esempio». De Marini non nasconde però il problema legale che deriva dalla non obbligatorietà del vaccino: «Occorre un provvedimento normativo per renderlo obbligatorio”».

“Totale dissenso”, inoltre, da parte dello “Snami” sull’ultimo decreto “Sostegni” che di fatto autorizza la figura del farmacista e del parafarmacista alla somministrazione dei vaccini: «Non essendo medici, non possono infatti garantire la sicurezza del paziente nella fase dell’anamnesi e in caso di reazione allergica».

Il Piano regionale 

Questa, infine, numero di vaccini permettendo, l’ultima programmazione regionale per la somministrazione dei vaccini. Dopo gli over 80 sarà la volta dei settantenni (e della fascia di età tra i 70 e i 79 anni), che  potranno prenotarsi già dal prossimo dal 29 marzo. Le persone di età compresa fra i 60 e i 69 anni, invece, potranno farlo dal 12 aprile. Nel primo caso le somministrazioni dovrebbero cominciare da lunedì 12 aprile, e nell’altro dal 26 aprile. Corsia preferenziale è invece riservata per alle fasce deboli, per le quali non ci sono limiti d’età, e che vengono seguite dalle strutture sanitarie che le hanno in carico e dal proprio medico curante.