Il Covid senza ostacoli: altri 1.436 positivi, 52 morti. Emiliano: “Sarà un dicembre nero per gli ospedali”. Gli interventi urgenti

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Gallipoli – A distanza di due giorni un altro choc: 52 morti in Puglia a causa dell’infezione da Covid. La scossa è accompagnata da una percentuale tra testati e risultati positivi al 15%, mentre la media nazionale oggi è salita ed è al 12, tre punti sotto quella della Puglia.

I 9.612 tamponi processati hanno sfornato 1.436 nuovi casi suddivisi ancora una volta in modo consistente in tutta la regione. Dai 619 di Bari ai 200 della Bat e 163 di Foggi; seguono Brindisi con 117, Taranto con 220 e Lecce con 111. I decessi si sono verificati a Bari (15), nella Bat (5), a Foggia (31), a Taranto (uno).

Le infezioni sempre più diffuse

Insomma, la situazione sembra aggravarsi sempre di più e non da ieri. I decessi verificatisi hanno registrato finora una costante crescita per tutto questo mese. Stessa percezione, in attesa dei dati settimanali di domani da parte di Asl Lecce, per il numero dei casi, ciascuno dei quali – va ricordato – richiederebbe l’impegno di personale medico e amministrativo per risalire alle fonti del contagio e circoscriverne la diffusione. Impegno di personale che risulta invece fortemente ridotto rispetto alle esigenze.

Lecce e provincia ne è un esempio. In assenza di focolai di una certa importanza e frequenza , escluso quello di Taurisano, il Salento produce ogni giorno un centinaio di infezioni col “casa per casa” si potrebbe dire, attraverso semplici ma pericolosi contatti quotidiani senza il rispetto di distanziamento e mascherina.

Più contagiati più ricoverati

L’incremento del numero dei contagiati corrisponde naturalmente ad un aumento del numero dei ricoveri, oggi aumentati di 94. “Gli ospedalizzati sono ormai oltre 1.600 e sono attesi dati ancor più negativi a dicembre”, ha dichiarato oggi il presidente della Regione Michele Emiliano, che ha indicato anche i malati gravi in Terapia intensiva saliti a 210.

Che la situazione stia andando fuori controllo, anche dal punto di vista del tracciamento dei contati, non lo dice ancora nessuno ma qualcosa di simile c’è scritto nella delibera della giunta regionale del 18 scorso, pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione il 20, poco prima della riunione col Governo e della richiesta di delimitare come zone rosse le province di Foggia e Barletta-Andria-Trani.

“Situazione sempre più grave”

Vi si legge del rapido evolversi della seconda ondata, di una situazione epidemica “che si aggrava ogni giorno progressivamente”, mentre i tempi per i vaccini sono ancora lunghi; del personale delle strutture sanitarie in forte stress, “anche per una carenza numerica”, fino alle difficoltà di approvvigionamento di prodotti necessari alle attività quotidiane.

Il dettagliato documento del governo pugliese fissa quindi gli interventi urgenti, quelli da attuare entro 15 giorni e quelli da attivare entro 30 giorni. Tra quelli di “massima urgenza” ci sono le verifiche dell’attuazione del Programma operativo Covid aggiornato al 17 novembre; monitorare l’attuazione del piano ospedaliero approvato il 9 novembre, oltre al piano degli interventi della deliberazione della Giunta del 9 luglio scorso.

Il piano d’interventi urgenti e a breve

Tra le indicazioni operative vi sono anche le strutture temporanee di Terapia intensiva e un coordinatore unico per le chiamate del 118 “valutando l’acquisto di autoambulanze per potenziare il sistema di trasporto” oltre all’incremento dei prelievi con tampone in forma diretta e immediata.

Entro 15 giorni operare per decongestionare i Pronto soccorso e contenere i casi di ricovero a quelli strettamente necessari e il collegamento ospedale-territorio “per la gestione da remoto dei pazienti”.

Assunzione di operatori per tre anni

Tre gli interventi da realizzare entro trenta giorni: l’assunzione per tre anni di medici, infermieri e operatori sociosanitari; accelerare acquisto e distribuzione di attrezzature e dispositivi “per consentire al personale di operare in scurezza”; infine “porre in essere azioni finalizzate alla erogazione di prestazioni sanitarie  non Covid con percorsi e protocolli validati e differenziati”.

In attesa di vedere cosa e quanto vedrà la luce di quanto previsto, si regista l’ennesima struttura per anziani invasa dal virus a Locorotondo: contagiati 29 ospiti e sette operatori.