Il Coronavirus cammina con le nostre gambe: è arrivato in altri paesi del Leccese, trovando “casa” in 29 persone

13883

Lecce – Centoventi casi positivi su 601 test effettuati oggi; con la provincia di Lecce seconda dopo Bari: questo ed altro emerge dal bollettino ufficiale della Regione puglia, Dipartimento Promozione della Salute. In percentuale si tratta di un aumento del 20% sempre in base al numero degli esaminati.

Dei 120 new entry nella poco invidiabile classifica dei contagiati, figurano oggi 37 persone in provincia di Bari; 10 nella provincia Bat; 2 nella provincia di Brindisi; 14 in provincia di Foggia; 29 nella provincia di Lecce; 5 nella provincia di Taranto. Due casi riguardano residenti fuori regione e 21 interessano aspetti legati all’attribuzione della relativa provincia.

Sei i decessi

Sono stati registrati anche sei decessi: 1 nella provincia di Brindisi, 4 nella provincia di Foggia, 1 a Brescia ma di una donna residente a Morciano di Leuca. La 77enne era ospite, come ogni anno in questo periodo, del figlio, un medico anch’egli in isolamento perché contagiato.

Dall’inizio dell’emergenza il numero dei test effettuati sale a 6.761. Il totale dei casi da Covid-19 registrati in Puglia sale anch’esso a 906, con questa ripartizione territoriale per provincia: 268 a Bari; 59 nella Bat; 102 a Brindisi; 226 a Foggia; 149 a Lecce; 46 a Taranto. Anche qui ci sono 15 positività a carico di persone di fuori regione e 41 per i quali è in corso l’attribuzione della relativa provincia.

A Matino la conferma dal Sindaco

“Pochi minuti fa ho saputo del primo caso di contagio nella nostra città. Dalle informazioni che ho ricevuto – ha dichiarato il Sindaco Giorgio Johnny Toma di Matino – si ha motivo di credere che la situazione è sotto controllo. Esprimo vicinanza alla famiglia mettendomi subito a disposizione per qualsiasi cosa avessero eventualmente bisogno”.

La dichiarazione via facebook del Sindaco di Matino apre la serie sui luoghi in cui il Coronavirus è arrivato con 29 nuovi casi nel Salento. Il suo collega di Ugento non ha trovato invece conferme, mentre scriviamo, di un presunto caso registrato in paese. Maglie è a quota quattro con quello di oggi. Un infermiere registrato al “Vito Fazzi” di Lecce (l’insorgenza sarebbe emersa in sala operatoria, bloccando di fatto ogni intervento).

Arrivato in Regione un altro specialista

Detto del quarto infermiere contagiato nell’ospedale di Gallipoli, vanno aggiunti i casi di un medico di base di Novoli (da un gruppo medico di Campi) e di un altro a Martignano. Di quest’ultimo centro è una anziana ospite della struttura socio sanitaria di Soleto, ieri teatro di un decesso. Dalla residenza di Soleto sono due altri frequentatori di Martano e Muro leccese insieme ad un operatore risultato positivo di Scorrano.

La situazione generale sembra comunque sotto controllo, davanti ad un’altra settimana che potrebbe diventare “cruciale” circa l’andamento dell’infezione di massa. I posti occupati nei vari nosocomi con Terapia intensiva sono appena l’11% dei disponibili.

Slittata la riapertura di Copertino

Inoltre la task force anti epidemia si è arricchita con un nuovo contributo. Il professor Marco Ranieri, barese di origine, dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, ha cominciato da ieri a collaborare con la Regione Puglia. “Il prof. Marco Ranieri – ha dichiarato il Presidente Michele Emiliano –  rafforza la nostra squadra per affrontare l’emergenza Covid-19, con il compito di coordinare e integrare la rete delle terapie intensive”.

È slittato infine il riavvio dell’ospedale di Copertino, previsto per oggi. Problemi di strumenti di protezione personale e di tamponi da effettuare alla base dello slittamento della riattivazione  del nosocomio. I test da effettuare su tutti gli operatori sono stati fatti in un ambiente collegato alla sala gessi di Ortopedia, una collocazione giudicata non in sicurezza e che ha fatto nascere proteste. Spera in una accelerata il Sindaco Sandrina Schito, che ha segnalato il rallentamento della riattivazione.

(Nella foto l’ospedale di Copertino la cui riapertura è slittata)