“Il centrosinistra rompa l’alleanza con Mellone”: da Nardò l’appello del segretario Pd dopo le esternazioni del Sindaco contro Anpi

223

Nardò – «Il centrosinistra rompa l’alleanza con Mellone al Comune e in Provincia». Dopo le esternazioni del sindaco di Nardò contro l’Associazione partigiani, è il segretario cittadino del Pd Salvatore Falconieri a chiedere una risposta consequenziale ai vertici del centrosinistra.

Parlando di “ennesima figuraccia nazionale” da parte di Mellone (la sua richiesta di chiudere Anpi ha avuto vasta eco sui media), Falconieri “apprezza” gli interventi del presidente della Regione Michele Emiliano e dell’assessore Loredana Capone, “che hanno pubblicamente stigmatizzato le pericolose esternazioni del sindaco di Nardò”, ma ritiene “sia giunto il momento di prendere le distanze non soltanto a parole”.

“Un’area del Pd fa da stampella a Mellone, e viceversa”

«Ci preme ricordare a Emiliano e Capone – afferma Falconieri – che un’area del Pd e del centrosinistra da Bari a Lecce e Nardò ancora fa da stampella a Mellone e viceversa. Al Comune di Nardò l’attuale maggioranza è retta da uomini riconducibili a Michele Emiliano, sia in Giunta che in Consiglio».

Il riferimento è all’assessore Mino Natalizio e al consigliere Paolo Maccagnano, “esponenti di Fronte democratico, corrente politica del governatore pugliese”. Anche in Provincia il presidente Stefano Minerva (“anch’egli vicino a Michele Emiliano”) ha il sostegno di  Antonio Tondo di “Andare oltre”, il movimento di Mellone.

“Si chiuda con Mellone”

«Pertanto chiediamo a Mino Natalizio e a Paolo Maccagnano di abbandonare la maggioranza di Palazzo Personè e al presidente della Provincia Minerva di ritirare la delega ai Trasporti al consigliere Tondo. Se Mellone vuole chiudere l’Anpi, il centrosinistra chiuda con Mellone!», rimarca il segretario dei Democratici nel ricordare come l’ultima uscita di Mellone possa essere stata pensata “per distrarre l’opinione pubblica dai suoi ultimi disastri: sentenza del Tar che ha dichiarato illegittime le sue delibere, Corte dei Conti in arrivo, rinvio a giudizio per diffamazione aggravata, vendita farlocca dell’ex gerontocomio finita in Procura, consiglieri comunali in fuga, assessori che da qualche tempo hanno paura a firmare anche le cartoline di Natale, ecc.”.