Il Carnevale di Gallipoli svela i suoi segreti: viaggio negli hangar dove si costruiscono i giganti in cartapesta

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Gallipoli – È conto alla rovescia per la 79esima edizione del Carnevale gallipolino e negli hangar alla periferia della città, dove si costruiscono i “carri”, i giganti in cartapesta che sono la vera anima della festa e attirano migliaia di visitatori ogni anno, il tempo stringe.

In attesa di domenica 23 e martedì 25 febbraio, infatti, i maestri della cartapesta lavorano giorno e notte per completare le loro opere giganti e dettagliate con lo scopo di mandare avanti la tradizione gallipolina e trasmetterla alle nuove generazioni, sacrificando per settimane vita privata, famiglia e tempo libero.

“L’amore per le tradizioni”

«È la passione che ci spinge a fare questo, unita all’amore delle nostre tradizioni»: questa è la risposta che danno tutti, a partire dai maestri storici della cartapesta fino ad arrivare ai giovani ed ai giovanissimi. Tutti affermano inoltre che, dato il poco tempo avuto a disposizione quest’anno, spesso non vanno a casa nemmeno per pranzare o cenare e restano negli hangar anche il fine settimana, sperando anche per questa edizione di dare il massimo e stupire tutti, grandi e piccini.

Nel primo capannone, quello del gruppo del maestro Franco Monterosso, c’è Sara Bagno (nella foto), 22enne di Racale, che per il primo anno sta collaborando alla realizzazione dei carri. «Sono qui perché io ho sempre vissuto il Carnevale gallipolino come un mito, un qualcosa di fantastico, soprattutto agli occhi dei bambini e quest’anno – afferma la giovane
artista – che ne ho avuto la possibilità ho voluto contribuire anche io a questo evento così magico”.

C’è poi il maestro Franco Monterosso, che ha iniziato 35 anni fa “per capriccio” e poi ha
continuato spinto da questa sua forte passione. «Il carro di quest’anno rappresenta la natura vista dal nostro punto di vista. Hanno contribuito alla creazione anche Cosimo Rizzo, che ha iniziato a lavorare la cartapesta da bambino, oltre 50 anni fa; Stefano Sergi,
Umberto Carrozza, Caterina Gervasi ed il giovanissimo Luigi Carrozza di 11 anni. Tutti i giovanissimi in realtà sono attratti dall’arte della cartapesta, speriamo poi che mantengano questa passione con il tempo».

Il secondo capannone invece ospita il carro dei maestri Davide Scarpina e Giovanni Pacciolla, insieme per la seconda volta dopo 5 anni. Rispettivamente figlio e allievo dello storico maestro Uccio Scarpina, hanno iniziato entrambi da piccolissimi, a 8 anni,
continuando poi da soli, spinti da una forte passione. «Il nostro carro rappresenta l’inquinamento del mare –affermano i due maestri- con tutti i veleni ed i conseguenti rischi. Abbiamo rappresentato una tartaruga con un pescatore che cerca di pescarla e con i volontari di Greenpeace che cercano di salvarla. Stiamo qui anche il sabato e la
domenica per completarlo il prima possibile». Nel gruppo c’è anche per il primo anno Antonello Casole, 25 anni, che ha deciso di dare una mano per portare avanti la tradizione gallipolina da cui è stato sempre affascinato; e poi Andrea Barba, Rocco Barba, Jonathan e Alessio Frisenna, Claudio Pacciolla, Antonio Casole e Francesco Tricarico.

Il “Team Carnaval”

Nel terzo capannone c’è invece un nuovo gruppo, il “Team Carnaval” di Oreste Scorrano, che afferma: «Facciamo parte della vecchia scuola del maestro Cosimo Perrone, deriviamo da lui e quest’anno ci siamo buttati sul tradizionale, con il carro che rappresenta la tipica maschera di Carnevale, cioè Pulcinella, con riferimento ironico in pieno spirito del periodo. Del gruppo fanno parte Alessio Scigliuzzo, Andrea Muia e i suoi figli e tanti altri ragazzi giovanissimi tra cui Micheal Chetta, che ha iniziato insieme al padre realizzando i “Pupi” di Capodanno e che sta continuando spinto dalla passione per la cartapesta».

Il quarto capannone ospita invece il carro dal nome “Il regalo mio più grande”, del “Team Coppola” di Stefano Coppola, che ha iniziato come carrista nel 2004 spinto in questa passione dal padre fin da piccolissimo e che ha vinto, dal 2005, ben 9 primi premi consecutivi. «Quest’anno incoroniamo Pulcinella- afferma Stefano Coppola- come re del Carnevale che porta in mano il nostro Gallo simbolo della nostra città; nostro obiettivo è far conoscere il Carnevale gallipolino a livello nazionale. In questo carro abbiamo deciso di fare la nostra caricatura rappresentando noi stessi come burattini, mossi dai fili della
tradizione, spinti cioè a muoverci dall’amore per le tradizioni che si tramandano da padre in figlio. Siamo una grande famiglia di cui fanno parte Salvatore, Alex e Simone Coppola, Salvatore ed Emanuele Cortese, Fernando Scialpi, Massimiliano Negro, Gabriele Mercuri, Martella Marco Martella e Barletta Luigi, Gabriele De Rosa e Gianfranco Maraglino».

“Il Gigante”

Nel quinto e ultimo capannone infine si trova il carro che prende il nome di “Gigante”, realizzato dal “Comitato festa di Santa Cristina” con presidente Benito Carrozza insieme all’associazione “Fideliter Excubat”. «Il carro nasce per sensibilizzare contro la violenza sulle fasce minori -affermano dal Comitato – e soprattutto sui bambini nelle scuole. Il nostro gigante rappresenta un bambino a letto sotto la sua copertina che, nonostante viva il suo incubo, può trovare un rifugio nella famiglia. Vogliamo dire che ogni bambino che abbia una famiglia solida alle spalle è in realtà coperto e diventa un gigante con il supporto della famiglia».

Insieme al gruppo di Benito Carrozza collaborano i ragazzi di Fideliter Excubat guidati dai maestri Roberto Perrone e Gabriele Cortese. «Siamo un gruppo di ragazzi dai 18 ai 36 anni e collaboriamo insieme per portare avanti le nostre tradizioni e la nostra arte – afferma Luigi De Maria -, abbiamo collaborato con i “Pupi di Capodanno” e da qualche anno anche con il Carnevale. Molti di noi già lavoravano con i vecchi maestri Perrone e Scarpina e abbiamo continuato spinti dalle passione e studiando. Cerchiamo di preserviamo l’arte, la tradizione ed il gusto dell’aggregazione, unendo il piacere di stare insieme al bisogno di fare qualcosa di bello ed importante per la nostra città».