Il Carnevale di Gallipoli senza carri ma con creazioni in cartapesta, concerto e sfilate di gruppi in maschera. Chiude U Tidoru

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Gallipoli – I carri allegorici non ci saranno ma il Carnevale gallipolino sì, ci sarà. In quali forme e con quali contenuti si sta decidendo in questi giorni in Comune. Già oggi in via Pavia vi è stata una serie di incontri cui hanno partecipato il Sindaco Stefano Minerva, il suo vice Giuseppe Venneri, l’assessore al Turismo Antonella Russo, il consigliere Mino Nazaro, i responsabili dei settori coinvolti, l’associazione Off Limits, un gruppo di giovani rappresentanti di alcune associazioni cittadine. Con creazioni in cartapesta, gruppi mascherati e gran concerto, a stare alle ipotesi sul tavolo. “Si farà anche la focareddha di Sant’Antonio”, assicura l’assessore Russo.

A dare la scossa è stata la plateale rinuncia da parte della fabbrica del Carnevale di Gallipoli, presieduta da Stefano Coppola. Per la verità, come scritto nell’articolo di ieri, i presagi di una situazione che volgeva al brutto si erano avuti già a luglio, quando sulla pagina facebook gli animatori di questa associazione aveva postato un £game over” su di uno sfondo nero. E per non lasciare spazi agli equivoci avevano anche manifestato il disagio verso i creditori dovuto alla mancata corresponsione dell’ultima parte del contributo del Comune per il Carnevale 2018. Oltre ai locali “fuori norma” in cui hanno preparato i carri fino all’anno scorso.

Alberto Greco

Con un budget di 20mila euro circa gli amministratori comunali stanno puntando ad una sfilata di Gruppi mascherati provenienti anche da altri paesi (in piedi c’è uno gemellaggio di Gallipoli con le manifestazioni di Galatone e Melissano) per domenica 24 febbraio. Tema libero e premi in palio. Delle scenografie faranno parte alcuni manufatti in cartapesta (si parla di tre opere) che rappresenteranno i doni alla città da ospiti provenienti da lontano. A confezionare le opere i ragazzi ed i gruppi che animano l’arrivo dell’anno nuovo con i loro Pupi.

La domenica successiva, 3 marzo,  sarà la volta della festa su corso Roma con i ritmi e le musiche di BarItalia. Il 5 febbraio, martedì grasso, sarà i centro storico – come accade ormai da diversi anni – ad essere coinvolto da maschere, coriandoli e allegria pur in presenza del protagonista monotematico della giornata: u Tidoru, morto strozzato da una polpetta in gola, come da tradizione. Direttore artistico della manifestazione del tutto e forzatamente nuova, è il collaudato Alberto Greco.

Domani mattina prevista una nuova riunione in Comune. I problemi non mancano, infatti, a cominciare dal luogo da affidare temporaneamente ai gruppi impegnati a costruire le opere in cartapestai.

Ha collaborato Anna De Matteis