Il cantiere infinito sulle Mura: nessun risarcimento dovuto dal Comune di Gallipoli all’impresa. In ballo oltre 2 milioni

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Gallipoli – Contratto risolto per inadempienza del consorzio d’imprese appaltatore di un importante intervento sulle Mura nella zona della Purità e nessun danno causato da parte del Comune e quindi da risarcire. In via Pavia si può finalmente tirare un sospiro di sollievo che vale più di 2 milioni di euro.

Lo stabilisce il Tribunale civile di Lecce con una sentenza di due giorni fa che chiude una vicenda cominciata con la firma del contratto tra Comune, stazione appaltante, e Impromed consorzio stabile spa (Moccia Group) nell’ormai lontano 29 aprile del 2009.

Una “vicenda complessa”

I giudici che compensano le spese legali scrivono anche in sentenza che si è trattato di una vicenda complessa, condita da sospensioni dei lavori, riprese del cantiere, contestazioni anche sui materiali utilizzati, interventi della Soprintendenza, verbali di rendicontazione e infine con l’avvio di una causa per difendere il Comune dalla richiesta di risarcimento danni decisa dall’allora Sindaco Francesco Errico e dalla sua Giunta, con la nomina dell’avvocato Vitantonio Vinci.

In ballo un milione 848.085 euro più rivalutazioni e altre voci che facevano lievitare il “danno” presunto e comunque non dimostrato nel corso del processo da parte della campana Impromed. Il bando di questa sfortunata vicenda è addirittura del 19 giugno 2008, oggetto “Lavori di recupero restauro e valorizzazione delle Mura urbiche” per un ammontare originario di un milione 615.865 euro esclusa iva, come si legge nel progetto esecutivo.

Tra sospensioni e litigi

Avrebbe dovuto concludersi il tutto in 540 giorni naturali e consecutivi. Proprio il progetto viene tirato fuori dalla società appaltatrice come causa principale di rallentamenti e fermo dei lavori. Il Comune, secondo l’accusa, avrebbe messo a bando un elaborato esecutivo tecnico “lacunoso carente e privo delle necessarie indagini preliminari”.

La consegna dei lavori è del 29 giugno 2009 e la prima di una lunga sfilza di sospensioni è del 11 gennaio 2010. Numerosi anche i solleciti e le richieste di spiegazioni da parte del Comune, come quella del maggio 2011 con cui si chiedeva alla società appaltatrice di “fornire idonea giustificazione ed eseguire una verifica e aggiornamento del cronoprogramma dei lavori”.

Cantiere chiuso per oltre un anno

Fino ad un maxi fermo del cantiere durato dal 12 giugno 2012 per consentire la fruizione della spiaggia, l’unica del centro storico della città come concordato col Comune, fino al 4 ottobre del 2013. Un percorso accidentato, forse per mascherare una sostanziale volontà di abbandonare l’opera, infarcito di revisione prezzi, varianti progettuali, nuovi cronoprogrammi risultati inutili.

Il ginepraio finisce per ora qui. Non sono esclusi infatti ricorsi del consorzio stabile spa, anche se a detta dei diretti interessati, nelle venti pagine di sentenza di appigli per l’impresa non ce ne sarebbero a sufficienza per riaprire il contenzioso.