Il 91% dei contagiati è isolato in casa ma le Unità assistenziali non ci sono più: la protesta dei medici. Intanto altri 36 ricoveri

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Gallipoli – Per due studenti positivi sono scattati gli isolamenti domestici per sei insegnanti e 12 ragazzi: è quanto accaduto in una scuola di Bari ma è una scena che si va ripetendo ormai con una certa frequenza in Puglia, in particolare nel nord della regione, anche per le chiusure di plessi scolastici e conseguente sanificazione.

I focolai targati Rsa, le residenze assistite per anziani, sono l’altra fonte di preoccupazione in costante osservazione. Ma intanto il focolaio al “Giovanni XXIII di Alberobello viene dato per circoscritto dai sanitari del servizio Prevenzione della Regione. Il conto è salato: 71 i positivi, tra cui 12 addetti.

Nuovi positivi cinque su cento

E il rapporto quotidiano di Ministero della Salute e Dipartimento regionale confermano l’andamento comunque al rialzo, sia pure in termini più miti di ieri, in cui il rapporto tra testati e contagiati era di 13 su cento. Oggi è tornato a quota 5%. In cifra 5.827 tamponi e 295 positivi. In gran parte a bari (113), Foggia (91 e tre decessi), Bat (31), Taranto (46). Più distanti le situazioni a Brindisi 9) e Lecce (4).

Altri due casi di positività al Covid a Tricase, che nel bollettino settimanale dell’Asl Lecce era a quota nove; coinvolta anche una insegnante di Caprarica di Lecce, recatasi in ospedale per altri esami diagnostici. Sotto osservazione un 13enne di Trepuzzi e presunti casi di Aradeo e Muro Leccese.

Isolati in casa: +231

Problemi ben più gravi dalla colonna ricoveri e Terapie intensive: il primo settore registra 35 nuovi ingressi per un totale di 432 pazienti e il secondo uno che si aggiunge agli attuali 38. In tutto i ricoveri raggiungono quota 471. Con una crescita ormai costante. Gli isolati in casa aumentano di 231 unità, i guariti di 25. Per questo continuano a riconvertirsi in reparti Covid parti di ospedali destinate ad altre specialità, come da ultimo nel Foggiano.

Donato De Giorgi

Il problema Usca torna infine in primo piano con il 91% dei positivi isolati nella propria casa. Sospese o con contratti non rinnovati tre mesi fa, le Unità sanitarie di continuità assistenziale se prima sembravano superflue e costose ai dirigenti sanitari in base all’andamento epidemiologico, oggi diventano “indispensabili e urgenti”: lo afferma il neo riconfermato presidente dell’Ordine dei medici di Lecce, Donato De Giorgi.

“Ripristinare subito le Usca”

L’Ordine professionale si era opposto alla sospensione di fatto delle Usca e oggi rivendica a ragione le proprie corrette posizioni. “Se il trattamento dei pazienti è in grandissima parte lì, nelle case, dobbiamo arrivarci e subito. Non possiamo seguire logiche di risparmio. Né posiamo scaricare sui medici di medicina generale un carico simile: insieme, invece, medici e Usca – conclude De Giorgi – possono svolgere un importantissimo compito in questa fase, in cui i focolai si fanno vedere anche in ambiti familiari. Con interventi tempestivi e sistematici”.