Idroscalo e Memoria: a S. Maria al Bagno petizione “on line” contro il luogo prescelto. Protesta anche “Nardò Bene comune”

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Nardò – Continua a far discutere il progetto dell’idroscalo a Santa Maria al Bagno. Ora c’è anche una petizione on line per dire “no” ad un’opera che, “deturperebbe in maniera irreparabile un vasto tratto di mare, prospicente il Giardino della Memoria”, come sostenuto da chi critica il progetto.
Dei giorni scorsi è il “via libera” (seppur parziale) da parte del Tar di Lecce, davanti al quale si era opposto il presidente del “Comitato di Santa Maria al Bagno a difesa della marina e del Giardino della Memoria”, Pierluigi Congedo, rinunciando poi alla richiesta di sospensiva  dando via libera al progetto da 533mila euro (che altrimenti sarebbero andati persi).

La petizione on line

In attesa che il Tar si pronunci nel merito, dall’associazione culturale “La Scatina” di Parabita parte una petizione on line. «La memoria è uno degli elementi che mantiene viva e vivente l’intera umanità. Il giardino nasce per non dimenticare gli ebrei ospitati fra il ’44 e il ’47 a Santa Maria al Bagno, tra questi Jakob Ehrlich, sopravvissuto all’Olocausto. L’importanza di questo luogo è proprio nelle sue parole, “sarò sempre grato agli italiani per aver salvato la vita a me e alla mia famiglia durante la seconda guerra mondiale. Ma vi prego: il Giardino della Memoria non dovrebbe essere dissacrato. Dovrebbe essere conservato e visto come simbolo di sopravvivenza per generazioni», fanno sapere i promotori, che chiedono di non “dissacrare” quel luogo, ricordando la Medaglia d’oro “al valor civile” con la quale la città di Nardò venne insignita nel 2005.
Sul caso degli “idrovolanti fantasma” interviene “Nardò Bene comune”. «Gli effetti di questa scelta scellerata produrranno un divieto di balneazione su quasi tutto il lungomare (sino e oltre le Quattro Colonne) e altri disagi come il rumore e la puzza dei gas di scarico», si legge in una nota dove si rimarca come progetti simili realizzati altrove siano risultati “del tutto fallimentari”.
“Idrovolanti fantasma” per Nardò Bene comune
«Il progetto Swan riguarda esclusivamente “la creazione di una rete di idroscali sostenibili”. Chi parla di voli per la Grecia dice il falso», continua Nbc, ricordando come “in una nota ufficiale, indirizzata alla Capitaneria di Porto di Gallipoli, il Comune di Nardò chiarisce che non esiste alcun gestore delle fantasiose tratte per la Grecia”.
«Il sospetto che i soldi utilizzati vengano spesi per strutture che non serviranno a nulla è molto forte. Un danno da 3 milioni di euro. Soldi che si potevano spendere (meglio) in maniera diversa», conclude Nardò bene comune ipotizzando motivazioni “ideologiche” dietro l’insistenza dell’Amministrazione comunale nel sostenere il progetto proprio davanti ad un luogo simbolo dell’Olocausto
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