I rifiuti di Brindisi trasferiti a Ugento. Il Sindaco: “È inaccettabile, si decide senza di noi”

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Massimo Lecci
Il Sindaco di Ugento Massimo Lecci

Ugento – I rifiuti umidi di Brindisi verranno dirottati nell’impianto di Ugento: lo si apprende da una nota dell’Ager (Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti) emanata a seguito del tavolo tecnico convocato in Provincia per discutere dell’emergenza rifiuti e del “caso Poggiardo“, in questi giorni al centro della polemica per l’arrivo di rifiuti dal Brindisino.

Grande escluso dall’incontro il Sindaco di Ugento, che lamenta un “gravissimo errore di metodo”: “È inaccettabile non aver convocato a questa riunione proprio il Sindaco del Comune che ospita l’impianto in cui i rifiuti verranno trasferiti – dichiara il primo cittadino Massimo Lecci. – Emiliano chiede scusa al Sindaco e ai cittadini di Poggiardo per non aver spiegato a dovere quello che stava succedendo sul loro territorio, ma poi ripete lo stesso comportamento nei confronti di Ugento. Se veniamo esclusi dai tavoli e dobbiamo vederci imporre le decisioni dall’alto facciamo decine di passi indietro”.

Il trasferimento dell’umido da Brindisi a Ugento è già partito l’8 luglio e proseguirà fino al 17. Dei dettagli del provvedimento, preso per alleggerire il carico venutosi a creare su Poggiardo, a Ugento però si sa poco e nulla: “Ad oggi non abbiamo ricevuto il testo del provvedimento dell’Ager – prosegue Lecci.- Non appena leggeremo il decreto, valuteremo il da farsi. Al momento non sappiamo neppure quale sarà la sorte di questi rifiuti, se dovranno essere solo ‘trattati’ qui per poi essere trasferiti altrove, o se devono restarci”.

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Sul tema rifiuti in passato Ugento ha già dato – rincara la dose Lecci – Il nostro impianto è in via di saturazione e non possono essere sempre Poggiardo e Ugento a dover gestire l’emergenza. È una situazione che si protrae ormai da anni e non è più sostenibile”.

Alternative possibili Lecci le immagina nell’attivazione di impianti attualmente chiusi: “Mi riferisco all’impianto di Corigliano d’Otranto – spiega – costato milioni di euro. Ora qualcuno deve dirci se quell’impianto non partirà mai e perché, oppure se può essere messo a disposizione della Regione”.

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