I milioni del Pit 9 non fanno il miracolo: sala semivuota. Tutti d’accordo: “Tocca a Casarano la guida di un piano di sviluppo”

Confindustria: "Oggi non si sa con chi parlare". Il Sindaco Stefano: "La filiera istituzionale non funziona"

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Casarano – Nonostante un tavolo bandito con quasi 19 milioni da consumare tramite progetti innovativi e assunzioni, i commensali del Tac non sono venuti ieri sera a Casarano. L’invito del Sindaco Gianni Stefàno sulla nuova opportunità rappresentata dal vecchio ma rinato Pit 9 è stato in gran parte trascurato dai suoi colleghi a capo di 68 Comuni, tutti rientranti nell’ambito del Progetto integrato territoriale 9.

Pochi gli amministratori pubblici presenti (notati nell’auditorium con poche decine di persone quelli di Matino, Collepasso nella foto sotto, Ugento e Tuglie), pochi e quasi tutti del luogo gli imprenditori, anche se di lunga durata e ancora sulla cresta dell’onda. Per cui, al tirare delle somme, il tema è diventato come ridare una governance a questo territorio che comprende il Centro Sud Salento. Impossibilitati ad intervenire l’assessore regionale allo Sviluppo, Cosimo Borraccino e il prefetto di Lecce.

Il tema della mancanza di un “guidatore” lo ha introdotto il presidente di Confindustria Lecce, Giancarlo Negro. “Piani di sviluppo, Pit, Zone economiche speciali (Zes) ed altri strumenti a disposizione, ma chi se ne deve occupare?”. E per chiarire meglio Negro ha aggiunto: “La Provincia è stata svuotata, i Comuni sono troppo piccoli, la Regione deve seguire interessi territoriali troppo diversi tra Foggia a Bari, tra Taranto e Lecce…”.

Il Distretto: dov’è? Il professore Mauro Romano, originario di Casarano, docente universitario in Economia aziendale e componente del consiglio di amministrazione di Invitalia spa, ha messo in rilievo le carenze riscontrate ancora oggi: “Di recente Il Sole 24Ore (giornale economico di proprietà Confindustria, ndr) ha indicato il distretto produttivo di Casarano tra i più performanti d’Italia. Ok, ma qui il Distretto ancora non c’è: dove sono l’Università, i soggetti istituzionali, la rete di imprese? Vedo piuttosto il rischio che si rifacciano gli errori del passato”.

Dall’ennesimo riconoscimento del dato che “qui persiste un’area ad alta specializzazione”, un altro relatore – Giuseppe Mormandi, con esperienze in Sviluppo locale nel Salento e fuori, nella genesi del Pit 9 – ha fatto derivare una nuova assunzione di responsabilità dagli amministratori pubblici, soggetti privati, centri eccellenti di formazione per un’ampia concertazione, “come fu sul finire degli anni ’90 col Sindaco Remigio Venuti, e Casarano Comune capofila in grado di animare un partenariato consapevole”.

Che sia ormai questo il problema – un soggetto a cui faccia capo il complesso tema – lo ha riconosciuto il Sindaco Stefàno: “Io il problema lo vedo nella filiera istituzionale – ha detto – dove è difficile capire chi decide e che cosa tra tutte le istituzioni che devono interloquire, ma tutte non le trovi mai disponibili ad ascoltare. Il nostro impegno non è mai venuto meno ma la volontà di confronto dev’essere reciproca”.

Il “tavolo” da cui ripartire Alla fine, illustrazione del bando per i fondi Pit 9 a parte, la richiesta di un “tavolo” collegiale da cui ripartire è stata unanime. L’ha lanciata Confindustria (tutte le parti elaborino un piano di sviluppo da portare all’attenzione dei decisori”), l’ha raccolta il prof. Romano (“indispensabile la ripresa della collaborazione territoriale”), l’ha resa evidente l’ex Sindaco Venuti, l’ha accolta e fatta propria Stefàno (nella foto Venuti con Mormandi e Antonio Memmi)

Una idea di sviluppo “Calare questi strumenti agevolativi su di una idea di sviluppo”, ha auspicato nel suo intervento Venuti, dopo aver ringraziato per il recupero di questa opportunità ripresa nel 2017 e conclusa con la firme il 4 gennaio 2018 per il “forte impegno della viceministro Teresa Bellanova del governo Gentiloni”. “C’è bisogno di mettere insieme Istituzioni, imprese, sindacati, Università? Tocca a noi, dipende da noi: si crei un tavolo permanente con tutti gli attori dello sviluppo territoriale qui a Casarano”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Casarano capofila ma per davvero “Il passato è passato: il settore si è sviluppato capendo i tempi nuovi, grazie alle sue capacità. Ora la crescita va perseguita ed è importante fare lavoro di squadra”: l’appello è venuto, un po’ a sorpresa, da uno dei principali imprenditori del calzaturiero, Antonio Sergio Filograna (foto). “Solo così saremo noi i protagonisti del ridisegno di questo territorio, non altri”

D’accordo in tutto con Venuti: “Casarano è il primo Comune di questo cambiamento – ha sostenuto il patron di Leo Shoes – e dobbiamo essere noi capaci di aggregare e di coinvolgere, forti del fatto che il mondo del lusso ci conosce e ci apprezza. In queste nuove realtà possiamo entrare uniti – ha concluso l’imprenditore – ed è certo invece che lavorare à facon (per conto terzi, ndr) non è la soluzione migliore: è solo utilizzo della nostra manodopora e ci porterà ad una nuova crisi”.