“I migliori anni della nostra vita”, ad Alezio “Interferenze” apre l’album dei ricordi e delle iniziative

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Alezio – In due lustri ha regalato alla comunità aletina un personale album dei ricordi, filtrando le storie, le emozioni, i sacrifici dalla quotidianità di un passato più o meno remoto. Oggi l’associazione Interferenze presenta “I migliori anni della nostra vita”, il percorso che riassume le esposizioni foto-documentarie che hanno rievocato, anno per anno, i momenti più significativi della comunità aletina, come la scuola, i matrimoni, l’emigrazione, la guerra.

L’iniziativa, con il patrocinio del Comune di Alezio e in collaborazione con Plaza Cafè, sarà presentata venerdì 9 agosto, alle ore 20 in piazza Vittorio Emanuele II, e riproposta nei giorni 14, 15 e 16 agosto, dalle 21 alle 24, nel cortile dell’ex Palazzo vescovile, sul sagrato della Lizza.

La serata di presentazione prevede una conversazione con Lucio Pedaci, testimone significativo della storia aletina con una lunga carriera alle spalle come “medico di famiglia”, e con Giancarlo Colella (di Acquarica del Capo), autore di pubblicazioni sulla vita della “sua” gente, e componente del gruppo di musica popolare “I Coribanti”. A rallegrare la serata ci penseranno “Le Invitate” Cristina De Vittorio e Paola Tricarico.

Ad oggi la collezione di Interferenze conta circa 750 immagini, frutto di un racconto collettivo. «In questo progetto – spiega il presidente Riccardo Botto – è la comunità stessa a contribuire alla raccolta del materiale, mettendo generosamente a disposizione le immagini della propria famiglia e delle proprie relazioni, in un circolo virtuoso che favorisce la collaborazione e la condivisione. Il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei cittadini assume in questo senso un valore particolarmente significativo, poiché legittima il ruolo di Interferenze quale “ponte” tra il singolo e la collettività. Una ulteriore dimostrazione, qualora ce ne fosse bisogno, che la vita di un’associazione e in particolare quella di Interferenze, è strettamente legata a quella della sua comunità, in un flusso continuo di reciprocità. È il motivo più essenziale di questo lavoro – conclude – come, in termini più generali, di tutto il lavoro che produce la nostra associazione: dal convegno tematico alla gita sociale, dalle lezioni di gruppo ai progetti con la scuola».