“Ho visto la morte in faccia e ora brindo alla vita”: Giuseppe supera lo choc dopo la gamba amputata

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Morciano di Leuca – «Ho visto la morte in faccia e adesso voglio continuare a guardare in faccia la vita»: sta meglio e brinda alla sua “nuova vita” Giuseppe Ciullo, il 23enne di Morciano di Leuca che lo scorso 28 dicembre è rimasto con la gamba incastrata nella motozappa mentre stava effettuando dei lavori in una campagna di Torre Pali (marina di Salve). Trasportato e operato d’urgenza al “Cardinal Panico” di Tricase, il giovane ha perso la gamba sinistra, rimasta completamente avvolta e maciullata del mezzo agricolo.

L’episodio ha coinvolto e commosso l’intera comunità cittadina, rimasta per giorni con il fiato sospeso in attesa di buone notizie. Nei primissimi momenti successivi all’incidente, infatti, si è temuto il peggio a causa della massiccia perdita di sangue. «È stata un’esperienza bruttissima e dolorosa perché da quando sono caduto fino all’arrivo in ospedale sono sempre stato lucido e consapevole di aver perso la gamba. È stato terribile», racconta il protagonista della terribile vicenda.

La forza dagli amici

Giuseppe, però, non si è mai pianto addosso e fin da subito ha dimostrato di avere una forza incredibile, tanto da essere lui stesso a rassicurare parenti e amici. «Quando il 29 dicembre a mezzanotte mi sono svegliato dopo l’operazione, non ho pensato alla mia gamba che non c’era più ma alla mia vita che c’era ancora. In quel momento – afferma il giovane – mi sono reso conto che quella motozappa avrebbe potuto uccidermi e lì che ho trovato la forza di andare avanti».

Accanto ha avuto sin da subito i suoi amici, che non lo hanno mai lasciato solo e che hanno passato con lui in ospedale pure la notte di Capodanno. «Sono stati la mia vera forza. La notte di Capodanno abbiamo brindato al 2020 e alla vita, che è davvero la cosa più importante che abbiamo, e quando sono stato dimesso mi hanno organizzato una grande festa».

I ringraziamenti

«Esprimo un ringraziamento particolare a tutte le persone che mi sono state vicino, al personale medico e paramedico dell’ospedale di Tricase e tutti coloro che hanno avuto un pensiero per me. Sarà un nuovo inizio, più faticoso forse, ma sono certo che piano piano le cose si sistemeranno», conclude Giuseppe.