Guida all’uso sicuro del web per i più piccoli. In prima fila Unicef e Polizia postale. LE FOTO

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Gallipoli – Si è parlato di internet e dei rischi provenienti dal non corretto uso dello smartphone da parte dei ragazzi, durante il convegno dal titolo “Un telefonino per amico” in occasione del “Safer Internet day” tenutosi presso l’ecoresort “Le Sirenè” martedì 6 febbraio. Organizzato da Unicef Italia sezione di Lecce, presieduta da Maria Antonietta Rucco, il convegno ha visto la partecipazione di circa duecento studenti provenienti da tutti i Consigli comunali dei ragazzi della provincia di Lecce, della presidente di Unicef Puglia Giovanna Perrella, dei rappresentanti del progetto “Ma basta” del liceo Costa-Galilei di Lecce con il professore Daniele Manni (originario di Racale) e dei rappresentanti della Polizia postale di Lecce, Antonio Quarta e Mariella Ruberti. I Ccr ragazzi erano di Acquarica del Capo, Cannole,Cartignano dei Greci, Castrì, Copertino, Corsano, Gallipoli, Leverano, Martano, Melendugno, Melissano, Morciano di Leuca, Muro Leccese, Palmariggi, Presicce, Racale , Salve, Scorrano, Sogliano Cavour, Soleto, Squinzano, Sternatia, Tiggiano, Vernole, Poggiardo, Cutrofiano.

“Vedere la partecipazione, in questa giornata, di così tanti adulti che si mettono al servizio dei ragazzi e delle ragazze è un segnale forte – ha affermato Giovanna Perrella, presidente regionale dell’Unicef – perché significa che le problematiche dei ragazzi sono ascoltate e affrontate”. Dei rischi della navigazione in internet si è poi parlato con i rappresentati della Polizia postale: “Ormai c’è un uso smodato di internet e social network – ha affermato il dott. Quarta – e appena ci svegliamo la mattina andiamo subito a controllare le richieste di amicizia, i messaggi, i profili degli amici, confondendo anche spesso il virtuale con la realtà. Ma spesso non ci curiamo della nostra privacy, e sono sempre di più le segnalazioni di utilizzo dello smartphone all’insaputa del proprietario per scopi non leciti, con l’invio di email, messaggi diffamatori o foto private ad altri utenti”. In crescita le segnalazioni di nuovi reati, soprattutto tra i ragazzi: accanto alle truffe online e illecito utilizzo di carte di credito, ora sono sempre più le denunce per cyberbullismo, adescamento di minori su internet, furto di identità attraverso i social network o caselle di posta elettronica. “Tutto questo ci dimostra che c’è un abuso di internet per raggiungere scopi illeciti – ha affermato la dottoressa Ruberti – ed internet dunque si può rivelare un’arma a doppio taglio, in quanto potremmo diventare autori o vittime inconsapevoli di reato, come il cyberbullismo, cioè il prendere di mira qualcuno usando internet e i social, denigrandolo e spingendolo nei casi più estremi al suicidio. Massima attenzione – continua – anche alle foto personali, perché una volta online è difficile rimuoverle del tutto. Mai fidarsi infine degli sconosciuti che scrivono in chat, perché spesso dietro un profilo innocente di un sedicenne si può nascondere un pedofilo”.

Del cyberbullismo hanno poi parlato anche i rappresentanti del progetto “Ma basta” del Galilei, che hanno spiegato come, attraverso il dialogo e la denuncia di casi di bullismo ai genitori, agli insegnanti e alla Polizia postale, è possibile isolare il “bullo” ed aiutare la vittima dei soprusi a non sentirsi più sola e a reagire. Dopo la proiezione di diversi filmati sui rischi dell’uso di internet, diversi ragazzi hanno poi voluto testimoniare diversi episodi di bullismo dimostrando con i fatti quanto è importante rompere il muro del silenzio per evitare che accadano questi episodi.