Guerriglia tra tifosi sull’autostrada, emesse 12 misure cautelari: Lecce e Bari finisce 6-6

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Lecce – Sei ultras del Lecce e sei del Bari sono accusati per la guerriglia scatenatasi lo scorso 23 febbraio sull’autostrada tra Cerignola e Candela. Nei loro confronti sono state emesse 12 misure cautelari: non gli arresti domiciliari, come richiesto dal Pubblico ministero titolare dell’indagine, ma la misura cautelare non detentiva dell’obbligo di dimora, eseguita questa mattina.

Le loro posizioni sono risultate le più rilevanti sotto il profilo penale: sul versante leccese si tratta del 23enne A.C., del 41enne M.Q. e del 42enne S.D.M. (tutti di Lecce), del 37enne P.C. (di Carmiano), del 23enne A.D.M. di Giurdignano, del 25enne G.D.C. (residente in provincia di Pordenone. Tutti devono rispondere, a vario titolo, di blocco stradale, rissa, rapina, danneggiamento seguito da incendio e favoreggiamento. Gli episodi sono frutto dello scontro accaduto lungo il tratto foggiano della A16 quando le due tifoserie erano dirette a Roma (il Lecce) e a Castellamare di Stabia (il Bari) per le loro rispettive trasferte.

Gli scontri

A “favorire” gli scontri fu lo scoppio accidentale di uno pneumatico di un autobus su cui viaggiava una parte della tifoseria biancorossa a causa del quale il mezzo fu costretto a fermarsi sulla corsia di emergenza, con gli altri autobus fermi incolonnati poco più avanti. Sulla stessa corsia, pochi minuti dopo, sopraggiunse la colonna dei leccesi a bordo di numerosi minivan. Quasi inevitabile a questo punto lo scontro tra le due frange di ultras che da una prima sassaiola portò allo scoppio di alcuni grossi petardi ed alla completa occupazione della carreggiata.

Alla fine vennero danneggiati cinque furgoncini dei leccesi, due dei quali dati alle fiamme e  fatti oggetto di atti predatori con sottrazione di tutto il materiale contenuto nei borsoni (sciarpe e striscioni). Diversi furono i feriti, visto che la mega rissa coinvolse circa 500 persone, e la Polizia stradale intervenuta sul posto ritrovò vari oggetti atti ad offendere nonché tracce di sangue sulla sede stradale. Alle indagine hanno preso parte le Digos di Foggia, Bari e Lecce le quali sono riuscite a raccogliere elementi indiziari su circa 40 soggetti riconducibili alle frange più oltranziste delle due tifoserie, nei confronti dei quali è stato subito emesso un decreto di perquisizione, locale e personale, interessando anche gli abituali luoghi di ritrovo degli ultrà. Le perquisizioni eseguite lo scorso maggio hanno portato al rinvenimento di diverso materiale utile alle indagini ed al sequestro di numerosi apparecchi cellulari.