Guerra di mala a Casarano: Antonio Moscara condannato a 20 anni per gli agguati di via Manzoni e contrada Campana

921
Il luogo dell’agguato su via Manzoni

Casarano – Due agguati a colpi di kalashnikov portano in carcere per vent’anni il 26enne Giuseppe Moscara. Al termine del rito abbreviato, il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Lecce ha inflitto tale condanna al giovane accusato di aver sparato, per uccidere, il 25 ottobre del 2019 nell’agguato di via Manzoni ad Antonio Amin Afendi, ed il 28 novembre 2016 in contrada Campana contro Luigi Spennato. Ridotto in fin di vita quest’ultimo, solo ferito il marocchino, dagli investigatori considerato il “successore” di Augustino Potenza (trucidato tre anni prima nel parcheggio dell’Ipermac).

Si tratta degli ultimi fatti di sangue registrati nell’ambito della guerra di mala scatenatasi a Casarano dopo l’omicidio di Potenza, nell’ambito della faida per il controllo del territorio tra gli uomini dei clan Potenza e Montedoro (il primo ucciso, il secondo divenuto collaboratore di giustizia).  

La guerra tra clan

Moscara viene ritenuto “contiguo” al clan a suo tempo capeggiato da Montedoro, smantellato dall’operazione “Diarchia”. Davanti al Gup non ha retto la tesi degli avvocati difensori del Moscara secondo i quali le immagini di videosorveglianza della zona dell’agguato di via Manzoni avrebbero ripreso un uomo con le fattezze diverse, sostenendo che il loro assistito non si trovasse a Casarano quella sera.

Per il Gup, invece, Moscara era presente anche nel tentato omicidio di Luigi Spennato (ridotto cieco e su una sedia a rotelle), insieme ad Antonio Andrea Del Genio (già condannato in altra sede insieme al cugino Luca). In favore di Spennato, costituitosi parte civile nel processo a carico di Moscara, è stata disposta una provvisionale da 50mila euro con il resto del danno da quantificarsi in separata sede. Per questo tentato omicidio, dopo gli arresti dell’operazione Diarchia, ai cugini Luca ed Antonio Del Genio sono già stati inflitti 20 anni.