Guerra di mafia a Casarano: coppia di pizzaioli della Grecìa complici di chi ha fatto fuoco in via Manzoni

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Casarano – Una coppia di un paese della Grecìa Salentina sarebbe direttamente implicata nella vicenda del tentato omicidio di Antonio Amin Afendi. Dopo l’arresto del 24enne Giuseppe Moscara, ritenuto l’autore materiale dell’agguato di mafia avvenuto lo scorso 25 ottobre in via Manzoni a Casarano, gli inquirenti hanno proseguito le loro indagini per capire se qualcun’altro fosse a bordo dell’Audi A4 nera dalla quale sono partiti i colpi di kalashnikov all’indirizzo del 27enne di origine marocchine, così come per comprendere chi possa aver aiutato Moscara a bruciare l’auto nei pressi del parco commerciale di Cavallino.

Quanto accaduto nottetempo,appena 40 minuti dopo l’agguato a Casarano, è stato ricostruito anche grazie alla testimonianza di un automobilista di passaggio il quale avrebbe visto due uomini abbandonare l’Audi (risultata rubata a Lido Marini), darle fuoco e risalire in tutta fretta a bordo di una Fiat Punto azzurra per fuggire verso la tangenziale est in direzione Brindisi.

L’auto rubata e i complici

Quest’ultima auto è risultata intestata ad una ditta di gomme di Corigliano D’Otranto che l’avrebbe affittata proprio ai due coniugi, ora indagati per favoreggiamento. Grazie al rilevatore di posizione Gps montato sulla Punto, è stato possibile intercettare l’auto proprio davanti alla pizzeria dove lavora la coppia. A dare agli inquirenti la certezza del coinvolgimento dei due è stato anche il fatto che la coppia, una volta ascoltata, ha confermato di aver noleggiato l’auto solo perchè la loro era rotta e di averla utilizzata soltanto per raggiungere la pizzeria. Ben altra, però, è la verità raccontata dal Gps.

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Il coinvolgimento dei due coniugi emerge sin dal decreto di convalida del fermo di Moscara, nel quale il Gip ipotizza che la Punto sia stata presa a noleggio per favorire la fuga di Moscara, che sarebbe risultato pure un frequentatore del locale. Altro complice è l’uomo che ha fornito a Moscara la tanica con i dieci litri di benzina utilizzati per bruciare l’Audi utilizzata in via Manzoni: sarebbe stato quest’ultimo a prendere la Fiat Punto per garantire a Moscara la “staffetta” dal parco commerciale di Cavallino.

Intanto i controlli dei carabinieri in casa di Giuseppe Moscara hanno portato alla luce la fitta corrispondenza del 24enne arrestato con Ivan Caraccio, Antonio Del Genio e Lucio Sarcinella, uomini del clan Montedoro condannati nell’ambito dell’operazione Diarchia.

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