Guerra all’ultimo rifiuto: 16 associazioni in campo per mantenere e offrire un Salento da amare. Maxipulizie a fine agosto: tutti invitati

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Gallipoli – Un gruppo di 16 associazioni pronte a dare guerra all’ultimo sacchetto, contro gli sporcaccioni e l’incuria. È nato il Cas, Coordinamento ambientale Salento, che raccoglie gli attivisti di tutta la provincia impegnati nella pulizia volontaria di contrade e spiagge salentine, da est a ovest. Perché il Salento sia sempre più bello e sicuro per chi ci vive e per chi ci viene.

Il referente Emanuele Zuccalà, di Galatone (associazione aMare Pulito) lancia già un maxi intervento collettivo sulla costa ionica: è in programma per il 30 agosto quello che il giovane attivista definisce “Il più grande intervento di pulizia sul territorio mai verificatosi nell’intera Puglia, completamente a vocazione volontaria”.

Da Galatone agli altri sodalizi 

A partire dalle ore 16.30 (con ritrovo presso il parcheggio della Rossina), “nello stringente rispetto delle misure anti Covid covid per il contenimento del contagio”, come specifica Zuccalà, il tratto del litorale di competenza dei Comuni di Sannicola e Gallipoli sarà popolato da un centinaio di persone impegnate nella bonifica ambientale dell’area.

Oltre ad “aMare pulito”, ci saranno anche i “Galatonesi a raccolta”, gli “Amanti della natura” da Ugento, da Gallipoli la “Paolo Pinto” di Gallipoli, da Lecce “Accademia Kronos”, “Pollicini Verdi” e “Ata-Pc”, oltre a “Green March” di San Cataldo, “PuliAmoilMare”, di Melendugno, “Clean Up” (Tricase e Giorgilorio) e poi “PuliAmo la Puglia”, “Plastic Free”, “Green Wave Salento”, “Scrap”, “Noi Ambiente”, “Plogging Salento”, “Ambientalisti anonimi”di Maglie.

Incendi, discariche abusive e abbandoni di rifiuti

«Queste associazioni – afferma Zuccalà – nascono dalla forte volontà di combattere il tarlo ambientale che ormai affligge il Salento da anni: incendi, discariche abusive, abbandono incontrollato dei rifiuti e altre pratiche malsane hanno trasformato un paradiso naturale in una selva oscura».

E’ il loro modo (e il nostro) di mantenere, proteggere e offrire un “Salento da amare”, con il massimo rispetto verso la natura e la sua storia tanto apprezzate e, data la congiuntura epidemica, verso noi stessi e gli altri.