Grazie fratello per il pensiero

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fernando d'aprileC’è questa volta un’attualità più grande e più profonda della nostra contenuta nel giornale di carta e sul sito. Della vicenda di Fabiano, il dj Fabo, ci sono girate in testa tante cose, per lo più timori, paure, terrori. E se mi ci trovassi io in quelle condizioni? Come potrei scegliere di andarmene? Sarebbe la cosa più giusta? O solo quella più misericordiosa? E se, cosa ancora più terribile, toccasse a un mio familiare? Risposte zero. Il mistero della vita e della morte: la vita la viviamo e pensiamo di conoscerla e dominarla, ma la morte… Leggi e rileggi per andare oltre l’effimero, l’istinto, lo sfogo e ti ritrovi al punto di partenza. Troppo grandi quegli interrogativi, parecchi aspetti rimandano ad altre questioni complesse, eccessivi gli intrecci tra carne dolorante e spirito anelante. Alla fine una frase mi è rimasta impressa e mi ha detto più di tutto il resto, mi ha fatto chiudere un circuito che stava diventando una spirale. Invece di un rabbioso “vaffanculo” a tutti noi che non lo abbiamo saputo salvare, capire o quantomeno lenire le sue sofferenze, un uomo che sta per andarsene, perché così ha deciso Fabo, ha rivolto un ultimo pensiero proprio a noi indifferenti fino a ieri, da cosciente membro di una umanità il cui senso di appartenenza ha conservato in un mare di tormenti. “Non guidate senza cinture di sicurezza”, ci ha detto. Un’affettuosa raccomandazione intrisa d’amore. Grazie fratello Fabo, grazie per aver fino alla fine pensato pure a noi.

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