Giuggianello, per la notte di San Giovanni festa dei 30 anni in sicurezza ma senza sagra

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La cripta di San Giovanni a Giuggianello

Giuggianello – La notte di San Giovanni sarà anche quest’anno magica: la devozione verso il Santo non verrà certamente meno, ma l’emergenza Covid ha interrotto lo svolgimento tradizionale di feste e fiere, sicché anche quella di San Giovanni, una delle più antiche della provincia, sarà ridimensionata e si svolgerà all’insegna della sicurezza. 

Quest’anno ricorre il trentesimo anno consecutivo da quando, nel 1990, il Centro sociale di cultura e di ricerche promosse l’antica tradizione che rischiava di andare perduta.

Le novità e il programma

Niente sagra, per evitare assembramenti. Si celebrerà, però, il tradizionale rito religioso nello spazio all’aperto antistante la cripta il 24 giugno dalle ore 19, secondo le norme di distanziamento fisico. Seguirà un concerto bandistico tradizionale con fiati e percussioni. 

Giuseppe Vergari

In programma anche un’escursione che dal monte San Giovanni, oggetto di una rigenerazione arborea, raggiungerà il “giardino megalitico più bello di Puglia”, tra i profumi tipici della macchia mediterranea: iperico (Hypericum è il nome dato alla passeggiata), timo, rosmarino e mille altri. Merito anche del Centro di cultura e ricerche, presieduto attualmente da Giuseppe Vergari, se la zona archeologica intorno a Giuggianello è oggetto di continui studi e scoperte.

Per partecipare all’escursione è obbligatorio prenotarsi al numero 328.5756332. 

Una notte di magia e antichi rituali

Sarà ancora possibile immergersi tra i profumi della notte che da secoli è ritenuta magica perché collegata ad antichi riti pagani e al culto del sole e della luce. Si pensava in passato che rotolarsi sull’erba bagnata dalla rugiada fosse curativo e rigenerante, che si potessero predire matrimoni alle ragazze che cercavano marito, e che alcune erbe, lasciate a macerare, avessero la facoltà di guarire le malattie.

Interno della cripta di San Giovanni a Giuggianello

Con l’avvento del cristianesimo, il dio Sole fu sostituito dalla figura di San Giovanni, i monaci bizantini ne portarono il culto in Italia e furono proprio loro a dedicare al Santo la cripta sul monte di Giuggianello. Qui, per tanto tempo, il giorno della festa si celebrava la messa col rito greco-bizantino. Subito dopo spazio ai festeggiamenti.